Realizzato nell'ambito del progetto OSSIGENO M.A.P. - MONITOR ASSIST AND PROTECT, co-finanziato da GMDF (Global Media Defense Fund), il Fondo creato nell'ambito della Campagna Globale per la Libertà dei Media nel quadro del Piano d'Azione dell'ONU per la Sicurezza dei Giornalisti e la tematica dell'Impunità. Il GMDF è stato sviluppato con l'obiettivo di facilitare la libertà dei media e migliorare l'accesso dei giornalisti ad una tutela legale specializzata e sensibile alla diversità di genere. Gli autori sono responsabili della scelta e della presentazione dei fatti contenuti in questa pubblicazione e delle opinioni ivi espresse, che non sono necessariamente quelle dell'UNESCO e non impegnano l'UNESCO.

Supporto ai cronisti in difficoltà da pari a pari, da Ossigeno con il Progetto MAP

Consigli e pareri per orientarsi, consulenze gratuite forniti da giornalisti che conoscono i problemi, che hanno vissuto analoghe esperienze

OSSIGENO 23 aprile 2022 – Il supporto da pari a pari ai cronisti in difficoltà a causa del loro lavoro, della pubblicazione di notizie scomode, sgradite, che gererano reazioni scomposte e fuori misura è una delle attività meno note ma più apprezzate fra quelle che Ossigeno per l’informazione svolge fin dal 2011. Ha avuto inizio appena l’Osservatorio ha cominciato a raccogliere sistematicamente informazioni sulle intimidazioni e minacce ai cronisti italiani con il suo monitoraggio attivo svolto con una metodologia che prevede il controllo accurato dei fatti. Questa attività di supporto è  nata con l’esigenza di dare concretamente una mano a chi nel mondo dell’informazione deve affrontare da solo situazioni di particolari difficoltà e ha bisogno di pareri e consigli di persone competenti per orientarsi, pareri che non sono sempre a portata di mano, soprattutto per i freelance e per chi lavora per i giornali locali.

Questa attività di supporto individuale  è strettamente integrata con quella più nota che Ossigeno svolge: la pubblicazione di notizie originali, analisi e statistiche che servono, innanzitutto, a rompere l’isolamento e il silenzio mediatico che indebolisce i cronisti vittime di intimidazioni. Pubblicare notizie circostanzuate sui giornalisti attaccati per ostacolare il loro lavoro e diffonderle nella loro lingua e nell’ambiente in cui vivono significa mettersi al loro fianco, fare un gesto di solidarietà concreta. Serve inoltre a mostrare agli scettici, agli increduli, e a tutti coloro che continuano a rinviare le necessarie contromisure, che questi attacchi sono sistematici e che il fenomeno è più grave e diffuso di quanto si potrebbe pensare leggendo i giornali e consultando le statistiche ufficiali pubblicate dal Governo e da altri centri di osservazione che riferiscono molti meno episodi.

Inoltre, allo stesso scopo, Ossigenosvolge altre attività:

  • fa corsi di formazione per i giornalisti e seminari per le scuole sul diritto di informare e di essere informati e su come difendersi da intimidazioni e minacce proenienti da coloro che ostacolano l’esercizio di questo diritto,
  • coltiva la memoria dei giornalisti uccisi
  • fornisce Assistenza Legale Gratuita ai giornalisti querelati pretestuosamente o intenzionati a fare valere i loro diritti in processi in cui figurano come parte lesa. Questo ultimo servizio è riservato ai cronisti che non hanno assistenza legale da parte dell’editore e dispongono di poche risorse personali.
  • fornisce sudi, analisi e consulenze sull legislazione in essere e sulle proposte di legge in materia di libertà di stampa.
  • Il supporto alla pari è uno speciale tipo di aiuto offerto ai giornalisti in difficoltà: un aiuto da collega a collega, da chi ha competenza professionale e conosce per esperienza diretta o per aver trattato casi analoghi le difficoltà che il cronista intimidito, minacciato, querelato, discriminato sta vivendo.
  • pubblica notizie e dati statistici sui giornalisti minacciati per il loro lavoro

Ossigeno eroga gratuitamente anche il supporto ai cronisti in difficoltà, che viene fornito da giornalisti ed esperti di Ossigeno che conoscono le modalità con cui si svolge l’attività giornalistica e le difficoltà che essa comporta. Dunque è un sostegno “da pari a pari” (in inglese peer-to-peer support).

Quest’anno Ossigeno ha ampliato questo settore di attività, in collaborazione con l’UNESCO, nell’ambito del progetto M.A.P. – Monitoraggio – Assistenza Protezione, cofinanziato Ossigeno e dal Global Media Defense Fund, il fondo creato nell’ambito della Campagna Globale per la Libertà dei Media nel quadro del Piano d’Azione dell’ONU per la Sicurezza dei Giornalisti e la tematica dell’Impunità

Le azioni di supporto alla pari previste sono di vari tipi. Comprendono: le manifestazioni di solidarietà pubblica necessarie per rompere l’isolamento che spesso si crea intorno a chi subisce intimidazioni; consigli per orientarsi sul modo di affrontare una situazione specifica, segnalazioni a specifiche autorità o istituzioni; pareri legali; suggerimenti sul modo di affrontare procedimenti giudiziari o di altro genere o richieste di cancellazione per diritto all’oblio; suggerimenti per ottenere l’assistenza legale dall’editore o per accedere ai servizi dell’Ufficio di Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno; interventi presso le autorità competenti per segnalare problematiche e questioni specifiche. Comprendono anche pareri e commenti sull’attività legislativa in materia di libertà di informazione, suggerimenti rivolti a tutti i cronisti sul modo di affrontare problemi ricorrenti e diffondere buone pratiche.

Ossigeno rende note le azioni di supporto svolte, rispettando il diritto alla riservatezza degli assistiti, quando ciò è richiesto, nella convinzione che conoscere come si sviluppano queste azioni di supporto sia utile più in generale, al di là del caso specifico, anche per altri che subiscono o potrebbero subire intimidazioni analoghe. E anche per fare capire a tutti, con queste esemplificazioni, che le vittime di molte intimidazioni sono del tutto incolpevoli e meritano aiuto e assistenza. Perché non basta dire che in Italia ci sono dei giornalisti minacciati (più che negli altri paesi europei, a quanto risulta), non basta dire chi sono e quanti sono, che per risolvere i loro problemi bisogna cambiare quella tal legge. Non basta, occorre anche aiutarli a superare le difficoltà che fronteggiano, a trovare i mezzi e le forze per farlo.

Il Progetto MAP dedicherà attenzione a questo aspetto della questione e anche un’attenzione speciale alle intimidazioni rivolte alle giornaliste, che spesso hanno una componente sessista e in molti casi rivelano un pregiudizio di genere anche all’interno della categoria dei giornalisti. Questo aspetto della questione, anche riguardo al linguaggio che si usa per parlarne, sarà approfondito in uno studio curato dalla giornalista Marilù Mastrogiovanni, in collaborazione con il Master in Giornalismo dell’Università di Bari. I risultati saranno presentati a novembre a Bari al Forum delle Giornaliste del Mediterraneo.

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