Memoria. Mauro Rostagno fu ucciso 38 anni fa dalla mafia vicino a Trapani
Iniziative per ricordare il suo impegno – La cittadinanza onoraria di Trapani – La campagna di ‘Ciao Mauro’ per il Nobel della Pace ai bimbi di Gaza
OSSIGENO 26 settembre 2026 – Trentotto anni fa, la sera del 26 settembre 1988, il giornalista, sociologo e attivista politico Mauro Rostagno fu ucciso da killer mafiosi nelle campagne di Lenzi di Valderice, vicino a Trapani. Aveva 46 anni. Oggi ne avrebbe 84.
Per ricordarlo, l’associazione ‘Ciao Mauro’ promuove varie iniziative in collaborazione con i Comuni di Trapani e Valderice, con l’associazione ‘Libera’ e numerose realtà culturali e associative del territorio. L’intento, come avviene da molti anni, è quello di promuovere in nome di Mauto Rostagno, un impegno attivo e collettivo, radicale ma non violento, ricordando il suo esempio di vita e di denuncia civile.
SUL SITO DI OSSIGENO – La storia dettagliata di Mauro Rostagno, della sua vita e della sua tragica morte, è raccontata sul sito web “Ossigeno – Cercavano la verità” (www.giornalistiuccisi.it) che offre una ricca documentazione anche su altri 29 giornalisti italiani uccisi a causa del loro lavoro.
QUEL GIORNO – La sera del 26 settembre 1988 Mauro Rostagno aveva appena lasciato la sede della redazione di Radio Tele Cine (RTC), l’emittente locale con la quale collaborava e attraverso la quale denunciava fatti e misfatti e indagava sui misteri del potere mafioso e le sue infiltrazioni nel tessuto politico ed economico del Trapanese. I sicari gli tesero un agguato e lo uccisero a colpi di fucile e pistola. Accadde in un viottolo buio, nei pressi della Comunità “Saman”, un centro di recupero per tossicodipendenti e alcolisti che Mauro Rostagno aveva contribuito a fondare.
LA GIUSTIZIA – Pr scoprire gli assassini e punirli la giustizia ha seguito un lungo e tortuoso iter giudiziario. Soltanto nel 2021 la Corte di Cassazione ha stabilito definitivamente la matrice mafiosa del delitto escludendo le piste alternative.
CHI ERA – ‘Il giornalista vestito di bianco’ fu definito in un documentario realizzato da Antonio Carbone per il ciclo ‘Diario Civile’ della Rai, un documentario che racconta la sua vita, quella di un personaggio con molteplici interessi ed esperienze. Nato a Torino il 6 marzo 1942, cresce in un’Italia attraversata da forti tensioni sociali e politiche. Studia sociologia, frequenta ambienti studenteschi e militanti, partecipa alle lotte e alle rivendicazioni del ‘68. La sua vita si svolge tra l’università di Trento, l’impegno politico con Lotta Continua e la ricerca spirituale, prima in India e poi con la comunità di meditazione fondata con il gruppo Macondo a Milano. Negli anni Ottanta Mauro Rostagno si trasferisce in Sicilia e sceglie Trapani per fondare la comunità terapeutica Saman, dedicata al recupero di tossicodipendenti e alcolisti. Qui inizia a collaborare con l’emittente locale RTC, fa giornalismo diretto e coraggioso e attraverso i suoi servizi denuncia i poteri forti che vogliono restare nell’ombra, la mafia, le collusioni politiche, i traffici criminali. Quell’attività di denuncia gli costerà la vita.
LE INIZIATIVE – La memoria di Mauro Rostagno è stata coltivata e tenuta viva con iniziative culturali nelle scuole e nelle associazioni che portano avanti il suo impegno, in particolare da ‘Ciao Mauro’, che ricorda come la ricerca della verità può essere pericolosa e costare la vita, ma lascia un segno indelebile nella coscienza civile del Paese e nella società. Anche quest’anno, come nei precedenti, facendosi portavoce di quello che avrebbe detto e fatto Mauro Rostagno, l’associazione ‘Ciao Mauro’ ha lanciato un appello internazionale a “rimanere umani” contro le guerre che avvelenano il mondo e ad aderire alla campagna promossa dal quotidiano ‘Avvenire’ per assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza. “Non per creare disparità tra i bambini del mondo – scrive l’associazione nel suo manifesto -, ma perché i bambini di Gaza sono oggi l’emblema di tutti i bambini del mondo vittime di guerre e perché sono oggetto di un massacro generazionale: in meno di tre anni sono stati uccisi oltre 21mila bambini, più di 44mila sono feriti o mutilati, 245mila colpiti da malnutrizione e 625mila hanno perso sinora tre anni di scuola (dati ONU)”.
Cerimonie con le scuole della provincia sono previste per supportare questo appello e ricordare il giornalista. Dapprima in Contrada Lenzi, alla ‘Stele per Mauro vittima di mafia’, e dopo al Cimitero di Contrada Ragosia, con la ‘Cerimonia laica per Mauro’, con parole, canti, musiche, pensieri e silenzi chiedendosi: “Possiamo restare spettatori inermi del massacro dei bambini di Gaza? A loro il Premio Nobel per la Pace”. L’iniziativa è a cura del Duo chitarra acustica e voce Matilde Coppola & Gianluca Maiorana, dei ragazzi e dell’Orchestra dell’I.C. D. Alighieri di Valderice, dell’I.S.S. Sciascia Bufalino Sede di Valderice, dell’I.C. Lombardo Radice – Fermi di Custonaci, dell’I.C. G. Ciaccio Montalto e dell’I.C. E. Pertini di Trapani insieme al collettivo teatrale Mauro Art Group.
CITTADINANZA ONORARIA – A Mauro Rostagno lo scorso anno la città di Trapani ha conferito la cittadinanza onoraria, consegnata ufficialmente nelle mani della sorella Carla il 6 marzo 2026, nel corso di una partecipata seduta straordinaria dell’aula di Palazzo Cavarretta. Sarebbe stato il giorno del suo 84esimo compleanno.
“Ha sempre lottato contro tutte le ingiustizie – ha detto in quella occasione Carla Rostagno – era dalla parte dei senza voce, contro ogni forma di violenza e prepotenza, contro la corruzione e la collusione. Qui a Trapani ha trovato una bestia feroce, la mafia, che lo ha ucciso per quel suo essere netto nel distinguere il bello dal brutto, il buono dal cattivo”. A Mauro Rostagno verrà anche dedicata la sala stampa che si sta realizzando in Municipio. LT


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