Violazioni verificate

Non puoi filmare. Vigili denunciano un video cronista

A Roma Cosimo Caridi è stato fermato, identificato e portato in caserma per aver rifiutato di cancellare il filmato. Denunciato per interruzione di pubblico servizio. Sarà assistito legalmente da Ossigeno

“Se non avessi questa divisa te la spaccherei in testa, la telecamera”; “devi cancellare il video, stai rischiando l’arresto”, e poi la richiesta di seguirli in caserma. Cosimo Caridi, giornalista freelance, collaboratore di testate giornalistiche nazionali ed estere, è stato appellato in questi termini da alcuni agenti della polizia municipale di Roma Capitale, mentre documentava, pacificamente, con un video, il fermo di un venditore ambulante. E’ successo martedì 10 dicembre 2019, nella civile e colta Roma, in una centralissima via della città, a pochi passi dalla sede del Governo italiano. Gli agenti lo hanno fermato, lo hanno portato nei loro uffici, lo hanno interrogato e lo hanno denunciato per interruzione di pubblico servizio, considerandolo colpevole di averli ostacolati riprendendo il loro operato.

Il giornalista ha invano invocato la libertà di espressione e il diritto di cronaca. Poi si è rivolto a Ossigeno per l’Informazione e ha chiesto e ottenuto di essere seguito dall’Ufficio di Assistenza Legale Gratuita dell’Osservatorio. Nel procedimento a suo carico sarà assistito dall’avvocato Andrea Di Pietro, coordinatore del servizio legale di Ossigeno. L’Osservatorio e il suo legale hanno considerato di importanza strategica fornire questa assistenza e dare visibilità a un caso così eclatante che mostra come a intimidire un cronista, mentre esercita legittimamente la sua professione, possano essere perfino degli agenti incaricati di garantire l’ordine pubblico.

IL VIDEO – Il giornalista ha pubblicato sul sito de Il Fatto Quotidiano. (guarda) il video che contiene l’audio del suo contraddittorio con i due agenti, dei quali non si vedono i volti.

COSIMO CARIDI ha commentato l’episodio in un altro video pubblicato sullo stesso sito (guarda). Inoltre ha rilasciato a Ossigeno la seguente dichiarazione: “Facendo il mio mestiere ho avuto problemi con le forze dell’ordine in vari paesi: in Siria, Messico, Corno d’Africa… E ho sempre avuto la certezza che le autorità, una volta accertato quale era il mio ruolo, mi avrebbero in qualche modo tutelato. Non mi era mai successo, a cinquanta metri dal palazzo del Governo italiano, di incontrare una persona che si sentisse in diritto di trattarmi così sapendo che ero un giornalista. Ho imparato che vale sempre la pena di difendere i miei diritti, sia che mi trovi in Africa in una foresta, sia che mi trovi nel centro di Roma”.

SOLIDARIETA’ – Il video cronista ha ricevuto solidarietà sia da numerosi suoi colleghi sia dalle istituzioni di categoria dei giornalisti.

L’EPISODIO – Il 10 dicembre 2019 Cosimo Caridi si trovava a Roma, in via Minghetti, in pieno centro. Aveva seguito una manifestazione di protesta dei sindacati e si è accorto che alcuni agenti della polizia municipale stavano effettuando il fermo di un ambulante straniero, che era caduto a terra nel tentativo di allontanarsi. Il cronista ha acceso la telecamera e ha iniziato a riprendere la scena tenendosi a distanza. La sua presenza con la telecamera in mano ha infastidito gli agenti. Uno di loro si è avvicinato al cronista e ha coperto l’obiettivo con le mani. Quindi gli ha chiesto di esibire i documenti. Intanto altri vigili, che erano giunti sul posto, hanno portato a termine il fermo dell’ambulante. A Caridi gli agenti hanno chiesto di cancellare immediatamente il filmato. Il giornalista ha rifiutato invocando il diritto di cronaca. Ciò ha irritato gli agenti che lo hanno accusato di non conoscere la normativa sulla materia: “Stai rischiando l’arresto”, gli hanno detto. Uno dei due agenti ha detto a Caridi che se fosse stato senza la divisa “gli avrebbe spaccato la telecamera in testa”. Poi i due lo hanno portato in caserma, in Campidoglio, dove è stato trattenuto per oltre due ore ed è stata formalizzata la denuncia contro di lui.

RDM

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