Editoriale

Ossigeno. Storia di un nome creato nel 1977 dal chimico Lavoisier

 OSSIGENO 11 aprile 2022 – Dalla rubrica “Una parola al mese”, curata da Paolo Fallai, redattore capo del Corriere della Sera, pubblicata dal numero di aprile del mensile LiberEtà

Un errore di successo

L’ossigeno è un elemento chimico gassoso componente essenziale dell’aria che respiriamo. Dobbiamo la sua scoperta a un farmacista svedese Carl Wilhem Scheele nel 1771, ma non se lo filò nessuno. Così quando tre anni dopo la annunciò in pompa magna il chimico e filosofo inglese Joseph Priestley ebbe grande successo. Eppure, i loro nomi sono praticamente sconosciuti rispetto a quello del chimico francese Antoine Laurent de Lavoisier che nel 1777 inventò il nome ossigeno partendo da un presupposto sbagliato. Credendo che quell’elemento entrasse nella composizione di tutti gli acidi, Lavoisier si rivolse al greco, facendosi prestare la prima parte oxy (acido) e unendola alla seconda gène, che indica la riproduzione. Era nato il francese oxygène, letteralmente “generatore di acidi”, che dopo pochi anni, 1795, diventò l’italiano ossigeno. Raramente un errore ha avuto tanto successo. E comunque non portò fortuna. Lavoisier è ritenuto uno dei padri della chimica moderna. La rivoluzione francese gli riconobbe il prestigio scientifico ma non gli perdonò la collaborazione con l’Ancien régime. Morì ghigliottinato nel 1794.

Metafora di aiuto

L’ossigeno viene fornito ai malati che hanno difficoltà respiratorie – lo abbiamo visto molto spesso in questi anni di pandemia-, ma se è un intervento a volte decisivo per la loro sopravvivenza, l’estensione figurata ha portato questa parola a essere usata spesso come metafora di un aiuto salvifico.

Acronimo di libertà

Ossigeno è anche un acronimo: OSservatorio Su Informazioni Giornalistiche E Notizie Oscurate. Il nome richiama un concetto elementare: ogni società libera e democratica ha bisogno vitale di libertà di informazione e di espressione, come il corpo umano ha bisogno di ossigeno. L’osservatorio è nato per documentare e analizzare il crescendo di intimidazioni e minacce nei confronti dei giornalisti italiani, in particolare contro i cronisti impegnati in prima linea nelle regioni del Mezzogiorno, nella raccolta e diffusione delle informazioni più scomode e più nascoste in materia di criminalità organizzata. Insomma, ossigeno per l’informazione perché la democrazia possa continuare a respirare.

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