Violazioni verificate

Ponte Genova. 50 cronisti indiscreti secondo Autostrade

La notizia diffusa da Il Fatto. Tra loro ci sono Ferruccio Sansa, Matteo Preve e Matteo Indice. La società: è solo una richiesta

L’11 dicembre 2018 i legali della società Autostrade per l’Italia (Aspi) hanno presentato alla Procura di Genova un esposto-denuncia contro ignoti con il quale si dichiarano bersaglio di una campagna mediatica secondo la quale la società sarebbe l’unica responsabile del crollo del Ponte Morandi di Genova che ha causato 43 morti). Fra l’altro, i legali di Aspi chiedono alla magistratura di accertare se gli autori di 50 articoli di cronaca pubblicati sui principali quotidiani nazionali (tra i quali Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano) abbiano violato il segreto di indagine riportando informazioni riservate sulle dichiarazioni rese da alcuni imputati durante gli interrogatori.

Gli articoli, pubblicati tra il 14 agosto 2018 (il giorno del crollo), e l’inizio di dicembre 2018, sono allegati all’esposto-denuncia. Una fonte ha confermato a Ossigeno che tra gli articoli allegati all’esposto, ci sono quelli firmati dai giornalisti Matteo Indice (La Stampa), Marco Preve (La Repubblica) e Ferruccio Sansa (Fatto Quotidiano).

Il primo a dare notizia dell’iniziativa dei legali di Autostrade è’ stato Ferruccio Sansa, con un articolo pubblicato il 21 dicembre 2018 su “Il Fatto Quotidiano”. Sansa scrive che l’azienda contesta la divulgazione di informazioni riservate.

“Di fronte a una tragedia come quella di Genova, con 43 morti, finita su tutti i quotidiani mondiali, il nostro dovere di informare l’opinione pubblica, che cerca di trovare i responsabili, viene prima del fastidio che la società Autostrade prova nel vedersi in prima pagina”, ha commentato Sansa su richiesta di Ossigeno.

Il 23 dicembre 2018 i legali della società Autostrade, in un comunicato stampa, hanno affermato che l’esposto “non contiene alcuna denuncia nei confronti dei giornalisti che hanno scritto delle vicende giudiziarie relative all’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi, ritenendo la libertà di stampa un pilastro fondamentale della nostra democrazia”. Obiettivo dell’iniziativa – si aggiunge – “è invece semplicemente quello di avere conferma dalla Procura della veridicità dei virgolettati degli interrogatori degli indagati stessi, comparsi sulla stampa. Ciò ai fini della tutela dei diritti degli indagati medesimi. Qualsiasi altra interpretazione è fuorviante e non rappresenta la volontà degli avvocati difensori degli indagati che hanno presentato l’esposto”.

RDM


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