Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Prato. Aggredita troupe della Tgr Rai

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La giornalista Giulia Baldi e l’operatrice Daniela Pecar stavano affettuando un servizio sul sequestro di una discarica abusiva quando sono state insultate e picchiate da alcune donne

La mattina del 4 aprile 2019, al cimitero di Paperino, alla periferia di Prato, alcune persone hanno aggredito la giornalista Giulia Baldi, redattrice del Tgr Rai della Toscana, e l’operatrice Daniela Pecar.

La troupe stava realizzando un servizio sul sequestro giudiziario di una discarica abusiva, disposto il giorno precedente. La giornalista e l’operatrice sono state minacciate e insultate da un uomo e da un gruppo di donne, che le ha aggredite.

Una delle donne, per impossessarsi del microfono, ha storto il polso e un dito della giornalista, e le ha tirato i capelli facendo volare a terra i suoi occhiali e il microfono. La stessa donna ha preso in mano un ramo per cercare di colpire Daniela Pecar. Quando l’operatrice è riuscita ad avvertire le forze dell’ordine, giunte sul posto, gli aggressori si sono allontanati velocemente. La giornalista ha ripreso l’accaduto con il cellulare e ha consegnato le immagini alla Polizia di Prato, formalizzando la denuncia.

Numerosi gli attestati di solidarietà alle due giornaliste, dall’Usigrai al ministro Matteo Salvini.

“Ho provato un senso enorme di offesa, nessuno dovrebbe essere picchiato mentre svolge il proprio lavoro – ha detto Baldi a Ossigeno – ero molto arrabbiata e ho apprezzato tutte le dimostrazioni di solidarietà giunte attraverso numerose dichiarazioni e lanci di agenzia: è importante. Se qualcuno, chiunque egli sia, mi mette le mani addosso lo denuncio. Non si può passare sopra a episodi del genere”.

Secondo i primi accertamenti, il gruppo che ha aggredito la troupe proveniva da un insediamento rom, il campo Poderaccio di Firenze. Si tratterebbe di persone di nazionalità italiana, alcune delle quali avrebbero acquistato un’area adiacente alla discarica abusiva.

COA

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