Violazioni verificate

Reggio Calabria. Minacce al prete giornalista

Ti abortiremo, scrivono a Don Davide Imeneo, in una lettera anonima, dopo. un suo articolo a difesa della famiglia con critiche alla morale del sindaco

Nei primi giorni di agosto 2019, il giornalista don Davide Imeneo, sacerdote e direttore de L’Avvenire di Calabria, ha ricevuto una lettera di minacce: “Tua madre doveva abortirti, ti abortiremo noi prete di merda”. Don Davide ha trovato la lettera nella cassetta della posta della redazione, a Reggio Calabria. Era scritta al Pc e firmata “riscossa Arcobaleno”. L’episodio è stato denunciato alla Questura di Reggio. Il 3 agosto la notizia è stata resa pubblica.

La settimana precedente, don Davide e un altro giornalista, Federico Marchetti, avevano pubblicato un articolo dal titolo: “Caro Falcomatà, basta doppia morale sui diritti”, nel quale criticavano la partecipazione del sindaco di Reggio Calabria al Gay Pride. Imeneo e Marchetti accusavano il sindaco di doppia morale perché la Commissione Pari Opportunità del Comune aveva osteggiato un’iniziativa a sostegno della cosiddetta famiglia naturale. Prendendo spunto dalla citazione “nessuno escluso”, pubblicata su Facebook dal sindaco dopo la partecipazione alla manifestazione, i due giornalisti chiedevano al primo cittadino come mai non si occupasse dei padri separati, del disagio abitativo di tutte le povertà odierne (leggi). Quest’articolo potrebbe essere alla base dell’intimidazione.

“La questura sta indagando per risalire ai responsabili. Da quando abbiamo cominciato, nel 2015, abbiamo subito sei intimidazioni”, ha detto don Davide Imeneo a Ossigeno. Il giornale, supplemento domenicale del quotidiano Avvenire, ha anche un sito che aggiorna quotidianamente. Ossigeno, nell’estate del 2017, aveva raccontato un’intrusione notturna nella redazione della testata calabrese. In quell’occasione, l’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, Giuseppe Fiorini Morosini, aveva detto: “l’Avvenire di Calabria e Avvenire danno fastidio a qualcuno. E questo, anziché intimorirci, ci da perfino soddisfazione, perché vuol dire i giornalisti stanno toccando temi e interessi sensibili”.

RDM

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