Violazioni verificate

Roma Calcio. Scritte murali contro 3 cronisti di Repubblica

Carlo Bonini e Marco Mensurati sono stati insultati per aver pubblicato un retroscena inedito sulla crisi societaria. Fabio Tonacci per aver dato conto dell’attacco ai colleghi

Sui muri di Roma il 29 e il 30 maggio 2019 sono apparse alcune scritte intimidatorie contro i giornalisti Carlo Bonini e Marco Mensurati. Una scritta definisce Bonini “infame e bugiardo”. Un’altra minaccia entrambi con queste parole: “chi tocca l’A.S. Roma muore!”.

Il giorno precedente il quotidiano “La Repubblica” aveva pubblicato una loro inchiesta con retroscena inediti sulla crisi della società calcistica giallo-rossa culminata nell’esonero dell’allenatore Eusebio Di Francesco e sulle contrapposizioni fra due fazioni capeggiate dall’ex giocatore e ora dirigente Francesco Totti e dal capitano della squadra Daniele De Rossi.

,Il 2 giugno, con un articolo di Fabio Tonacci (“Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio”), il quotidiano ha dato conto delle scritte murali e di una campagna intimidatoria condotta con gli stessi toni su numerose emittenti radio locali elencate nell’articolo e specializzate nell’informazione calcistica e ha reso noto che in passato erano stati consotti analogi attacchi intimidatori contro i giornalisti Riccardo Luna (nel 2008) e successivamente, nel 2017, contro Alessandro Austini (Il Tempo) e Alessandro Antinelli. L’articolo era corredato da dichiarazioni di solidarietà della direzione di Repubblica e del Comitato di redazione del giornale. Anche Fabio Tonacci, dopo la pubblicazione di quest’articolo, ha subito insulti e attacchi intimidatori sui social e su alcune radio romane.

DICHIARAZIONE DI CARLO BONINI a Ossigeno: “Sappiamo tutti che a Roma ci sono tante teste storte e tante teste rotte come conseguenza di violenze di matrice neo fascista. Stavolta la violenza nasce da una campagna di odio continua svolta 365 giorni l’anno da alcune radio locali che aizzano le tifoserie calcistiche, stilando ogni giorno la lista degli infami che – a loro dire – meritano il disprezzo. Mai come in questo caso emerge una responsabilità specifica della corporazione dei giornalisti. Perché a queste radio collaborano numerosi giornalisti e perciò immagino che l’Ordine dei giornalisti interverrà”.

ASP 

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