Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Roma. Il generale Vannacci elenca i giornalisti sgraditi al suo partito

Li cita per nome e cognome – E’ una lista di proscrizione, commentano Odg e Fnsi – Ossigeno: è un atto intimidatorio 

OSSIGENO 16 giugno 2026 – Alla convention di ‘Futuro Nazionale’, venerdì 12 giugno 2026 a Roma, il generale Roberto Vannacci ha attaccato alcuni giornalisti accusandoli di scrivere falsità sul suo nuovo partito, elencandoli con nomi e cognomi. Questa ennesima lista di proscrizione è un atto intimidatorio che viola la libertà di stampa e di espressione, ha commentato Ossigeno per l’Informazione.

Il leader di Futuro Nazionale, dopo aver snocciolato il suo elenco (dal quale ha escluso Lilli Gruber, forse perché è stato recentemente ospite a Otto e mezzo) ha commentato: “Se siamo qui, è grazie a loro”, “L’infiltrazione dei giornalisti è già iniziata, registrano di nascosto, come se si infiltrassero tra i Vietcong e io fossi il colonnello Kurtz”.

LA LISTA – Nella lista di Vannacci ci sono giornalisti del quotidiano “La Repubblica” (definita ‘la capofila’) seguiti da cronisti e notisti politici del Fatto Quotidiano, del Foglio e del Corriere della Sera, oltre a quelli dei notiziari televisivi della Rai e di La7 (leggi). In cima alla lista c’è Ivan Grieco, l’inviato di Pulp Podcast, condotto da Fedez e Mr. Marra, a cui è stato negato l’accredito alla convention. Poi in ordine sparso, sono stati citati Matteo Pucciarelli di Repubblica, Sigfrido Ranucci di Report, Gad Lerner e Corrado Formigli di La7, Massimo Gramellini, Fabrizio Roncone e Beppe Severgnini del Corriere della Sera, il cronista parlamentare del Foglio Carmelo Caruso e quelli del Fatto Quotidiano Giacomo Salvini e Alessandro Mantovani.

LE REAZIONI – “A Vannacci rispondo solo ‘benvenuto nella Casta’”, è stato il commento di Sigfrido Ranucci, interpellato dall’ANSA in merito alle dichiarazioni del leader di Futuro Nazionale. L’Ordine Nazionale dei giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa hanno reagito alle parole provocatorie di Vannacci diramando note stampa.

“Ci risiamo con le liste di proscrizione dei giornalisti sgraditi. A chi torna a usare questo metodo intimidatorio, anche se con malcelata ironia, ricordiamo che può farlo perché in Italia c’è libertà di espressione sancita dalla Costituzione repubblicana e antifascista. La stessa Costituzione che garantisce libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati, oltre che essere oggetti di mera propaganda – ha detto Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti -. Il generale Vannacci se ne faccia una ragione, ha preso visibilità anche grazie al libero giornalismo, ma non riuscirà a scrollarsi di dosso i liberi giornalisti. La libertà di stampa non è uno slogan, va difesa sempre e ovunque”.

La segretaria della Fnsi Alessandra Costante ha detto: “Ancora una volta ci ritroviamo a parlare di liste di proscrizione di cronisti colpevoli solo di svolgere bene il proprio lavoro. Esprimo la mia totale e incondizionata solidarietà e la mia stima ai colleghi messi alla gogna da chi continua a utilizzare metodi intollerabili e mira a farsi campagna elettorale e pubblicità politica offendendo giornalisti e quella stessa democrazia grazie alla quale può parlare”. LT

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