Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Violazioni verificate

Scanzano Jonico. Filippo Mele sotto protezione

Una vigilanza dinamica per il medico e giornalista che ha ricevuto una busta anonima con un proiettile dopo che la Gazzetta del Mezzogiorno ha pubblicato le sue corrispondenze su un blitz antimafia

Il 27 ottobre 2018 la Prefettura ha disposto una vigilanza dinamica per proteggere il medico-giornalista Filippo Mele. Lo la riferito la Gazzetta del Mezzogiorno e lo stesso Mele sul suo blog (vedi). Mele ha ringraziato le autorità che hanno deciso le misure di protezione e i carabinieri che considera i suoi angeli custodi. E ha rinnovato la sfida che aveva rivolto alle persone senza nome che lo hanno minacciato alle quali aveva subito detto: “Io non ho paura” e continuero a scrivere i miei articoli.

Dopo aver saputo di essere protetto dalle forze dell’ordine, Filippo Mele ha scritto sul suo blog: “Non ho cambiato di una virgola i miei comportamenti. Ancora cammino da solo, nella tarda serata, in giro per Scanzano Jonico. Una città deserta. Tranne qualche auto che passa. Lo avevo promesso ai delinquenti che mi hanno minacciato” (vedi).

Filippo Mele è medico di medicina generale con studio a Policoro e giornalista pubblicista. E’ il corrispondente da Scanzano Jonico (Matera) del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, che ha la redazione centrale a Bari. Il 10 ottobre 2018, davanti al cancello di accesso alla sua casa di campagna, nel territorio di Scanzano, ha trovato una busta sulla quale non era indicato é il mittente né il destinatario. L’ha aperta. La busta anonima conteneva un foglio di carta formato A4 senza alcuna scritta, un proiettile di pistola inesploso e una penna biro a inchiostro rosso. Alcune circostanze hanno fatto pensare subito che si trattava di una intimidazione diretta a lui per la sua attività giornalistica.

FILIPPO MELE CON IL GENERALE ROSARIO CASTELLO E IL COLONNELLO SAMUELE SIGHINOLFI (dal blog di Filippo Mele)

Pochi giorni prima la Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza aveva smantellato tre clan criminali, uno di stampo mafioso, dediti all’estorsione e al traffico di droga. Uno dei tre clan sarebbe guidato da un ex carabiniere. Il medico-giornalista aveva pubblicato vari articoli di cronaca sull’operazione giudiziaria. In uno di essi – come ha riferito in un articolo la Gazzetta del Mezzogiorno – Filippo Mele “aveva adombrato presunte collusioni con esponenti delle forze dell’ordine”.

“Io non ho paura e vado avanti”, ha scritto Mele in una lettera aperta pubblicata l’11 ottobre sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Policoro. Mele li ha avvertiti subito dopo aver scoperto il contenuto della busta. Gli inquirenti si sono accorti anche di un foro nella tettoia dell’abitazione, realizzato forse con l’intenzione di appiccare un incendio.

IL BUCO SUL TETTO (dal blog di Filippo Mele)

Solidarietà al pubblicista è stata espressa dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dall’Ordine nazionale dei giornalisti, dall’Assostampa, dall’Odg e dal Consiglio di Disciplina Territoriale della Basilicata. Anche il vicepresidente della Regione Basilicata, associazioni, amministratori e giornalisti della zona gli hanno espresso solidarietà.

RDM

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