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Sotto scorta anche Marilù Mastrogiovanni

La giornalista del “Tacco d’Italia” sarà protetta in Salento. Lo ha disposto il Prefetto di Lecce dopo le ultime minacce

La giornalista Marilù Mastrogiovanni, direttrice de Il Tacco d’Italia, da oggi è sotto scorta per disposizione del Prefetto di Lecce in attesa che la vicenda sia riesaminata dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. La protezione delle forze dell’ordine la seguirà ogni volta che si recherà in Salento, il territorio in cui la giornalista ha vissuto fino a quando, un anno fa, in seguito all’aggravarsi della pressione intimidatoria, si era trasferita, insieme alla sua famiglia. da Casarano (Lecce) a Bari.

Nel capoluogo pugliese le era già stato assegnato un servizio di protezione denominato vigilanza dinamica. Questa misura è stata ritenute insufficienti dopo le ultime gravi minacce rivolte a Marilù Mastrogioavnni, da lei denunciate formalmente alle forze dell’ordine.  Questi ultimi episodi sono ora all’attenzione della Procura di Bari, che ha aperto un fascicolo d’indagine. Nei mesi scorsi la sua casella email e quelle di suoi familiari sono state intasate da migliaia di email contenenti minacce di morte.

L’autore delle minacce e la loro provenienza sarebbero stati identificati dagli inquirenti. Sembrano provenire da esponenti della sacra corona unita e da aree della società “civile” del Salento.

La giornalista ha ringraziato le autorità per avere preso in considerazione le sue denunce con la dovuta tempestività. “Sono grata  – ha dichiarato a Ossigeno – al Questore di Lecce e in particolare alla Prefetta Cucinotta che con grande sensibilità e competenza ha saputo cogliere in tutta la loro portata, come mai era accaduto finora, la gravità e la fondatezza dei fatti denunciati”.

A gennaio 2019 la giornalista aveva ricevuto avuto un riconoscimento per il suo impegno da parte dell’Unesco, che l’ha nominata componente della giuria del premio mondiale sulla libertà di Stampa “Guillermo Cano”.

“Il mio impegno internazionale, a difesa della libertà di stampa e in particolare delle donne giornaliste e del diritto d’espressione delle donne – ha promesso Marilù Mastrogiovanni – non mi allontanerà dal lavoro d’inchiesta investigativa sulle mafie pugliesi e del Salento in particolare. Sulla parola mafia in Puglia c’è un generale imbarazzo e una voglia di rimozione che ricorda la Sicilia di cento anni fa”.

RDM

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