Libertà di stampa

Stato di diritto. Brutta pagella della Commissione Europea all’Italia

OSSIGENO 20 luglio 2026 – La nuova Relazione annuale della Commissione Europea sull’attuazione delle norme dello stato di diritto nei paesi membri, pubblicata ven 17 lug 2026  conferma le insufficienze dell’Italia in varie materie, fra cui la riforma della diffamazione a mezzo stampa (con un progetto di legge che non ha avuto alcun avanzamento) e la protezione del segreto professionale dei giornalisti e delle fonti giornalistiche. Dopo aver descritto la situazione, la Relazione rivolge all’italia le seguenti RACCOMANDAZIONI:

“Nel complesso, sulla base delle raccomandazioni formulate nella relazione sullo Stato di diritto 2025 e tenuto conto di altri sviluppi intervenuti nel periodo di riferimento, oltre a ricordare gli impegni pertinenti assunti nell’ambito del piano per la ripresa e la resilienza e la raccomandazione specifica per paese nel quadro del semestre europeo sull’efficienza del sistema giudiziario, la Commissione conclude quanto segue.

• Sono stati compiuti ulteriori progressi significativi nel completamento del sistema digitale di gestione delle cause nelle sedi penali e nelle procure, in quanto l’iter dei procedimenti penali di primo grado è ora completamente digitalizzato. Poiché alcune procedure devono ancora essere digitalizzate, si raccomanda all’Italia di completare il sistema digitale di gestione delle cause in tutti i gradi di giudizio.

• Non sono stati compiuti ulteriori progressi in merito alla proposta legislativa pendente in materia di conflitti di interessi, mentre si registrano progressi limitati nell’adozione di norme complessive sul lobbying per l’istituzione di un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi in quanto la Camera dei deputati ha approvato un disegno di legge sull’attività di lobbying, ora al vaglio del Senato. Si raccomanda dunque all’Italia di portare avanti l’attività legislativa volta a disciplinare in modo sistematico i conflitti di interessi e ad adottare norme complessive sul lobbying e istituire un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi.

• Non si sono registrati progressi per quanto riguarda la risposta alla pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e l’introduzione di un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne, dato che i disegni di legge presentati in Parlamento non sono ancora stati discussi. Si raccomanda dunque all’Italia di intensificare l’impegno per affrontare la pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e introdurre un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne.

• Non si sono registrati progressi nel processo legislativo del progetto di riforma sulla diffamazione e sulla protezione del segreto professionale e delle fonti giornalistiche. Si raccomanda dunque all’Italia di portare avanti la riforma in materia di diffamazione e al contempo garantire la libertà di stampa, tenendo conto delle norme europee sulla protezione dei giornalisti.

• Si riscontrano progressi limitati in merito alla creazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani, in quanto sono stati compiuti i primi passi per rilanciare l’iniziativa ma vari disegni di legge sono ancora in attesa di approvazione da parte del Parlamento. Si raccomanda dunque all’Italia di costituire un’istituzione nazionale per i diritti umani tenendo conto dei principi di Parigi delle Nazioni Unite.

Per quanto riguarda le altre raccomandazioni formulate nel 2025, la Commissione conclude quanto segue.

• Sono stati compiuti alcuni ulteriori progressi nel provvedere affinché siano in vigore disposizioni o meccanismi che assicurino un finanziamento dei media del servizio pubblico adeguato per l’adempimento della loro missione di servizio pubblico e per garantirne l’indipendenza, come attesta l’avanzamento dei lavori parlamentari su un progetto di riforma. Poiché gli argomenti di questa raccomandazione sono oggetto delle disposizioni del regolamento europeo sulla libertà dei media, anche se la relazione sullo Stato di diritto continuerà a seguire gli sviluppi significativi e a riferire sulle loro conseguenze, l’ulteriore follow-up sarà svolto nel quadro del sostegno prestato dalla Commissione agli Stati membri e dell’attuazione di detto regolamento. ASP

Leggi il testo integrale della Relazione 

Leggi il capitolo sull’Italia 

 

 

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