Violazioni verificate

Tennis. Proteste per ritiro pass a un noto cronista

Ubaldo Scanagatta avrebbe dovuto scrivere solo per la testata che l’ha accreditato e non per altre. Ma forse la motivazione è un’altra. Fatto gravissimo per le organizzazioni dei giornalisti

Ha suscitato rimostranze e proteste la decisione della Federazione Italiana Tennis (FIT) di escludere il giornalista Ubaldo Scanagatta, direttore del notiziario Ubitennis.com, dagli incontri degli Internazionali d’Italia in corso a Roma al Foro Italico. La decisione è stata attuata il 18 maggio 2019, quando è stato ritirato a Scanagatta il ritiro del pass che consente ai giornalisti accreditati di accedere agli impianti sportivi per seguire gli incontri al fine di pubblicare notizie e resoconti.

Scanagatta è un cronista sportivo molto noto ed è specializzato nel settore tennistico. Quest’anno si era accreditato per il torneo, come negli anni precedenti, per conto del quotidiano fiorentino “La Nazione”.

Nei giorni precedenti il ritorno dell’accredito, i suoi articoli erano stati pubblicati anche da altri giornali dello stesso gruppo editoriale.

Il direttore della comunicazione della FIT ha contestato per iscritto a Scanagatta proprio questo: di avere pubblicato articoli non solo sul quotidiano per il quale aveva chiesto l’accredito, ma anche su altri.

Ubitennis ha avanzato l’ipotesi che la vera ragione sia un’altra: una ritorsione per avere inserito, all’interno del suo articolo di cronaca pubblicato il 13 maggio, la seguente frase con la quale ha rivolto una critica alla FIT: ”Intanto a seguito dell’adesione di Federer, la Federtennis ha deciso di raddoppiare il prezzo dei biglietti per l’esordio di mercoledì ‘per premiare coloro che li avevano acquistati a metà prezzo prima” ha dichiarato il presidente FIT Binaghi. Un premio assai curioso…”. 

LE PROTESTE – Federazione nazionale della Stampa italiana, Ussi, Associazione Stampa Toscana, Gruppo toscano giornalisti sportivi e Consiglio dell’Ordine della Toscana, hanno protestato con una dichiarazione congiunta diffusa il 31 maggio 2019, ritenendo «gravissimo» il procedimento contro  una “firma storica del giornalismo sportivo e, in particolare, del tennis. 

Queste organizzazioni “ritengono inaccettabile un atteggiamento così vessatorio, anche per come è stata motivata la decisione: Scanagatta avrebbe dovuto scrivere solo per la testata che l’ha accreditato e non per altre. Motivazione da respingere anche per il momento storico che attraversa la professione, dove esercitano molti colleghi freelance che hanno la necessità, spesso per ragioni di pura sopravvivenza, di scrivere per più testate per riuscire a mettere insieme un compenso almeno sufficiente”. Questa necessità, aggiungono l organizzazione die giornalisti è “universalmente riconosciuta: tanto che nello stesso regolamento del Roland Garros (Internazionali di tennis di Francia) si legge testualmente: ‘L’accredito viene rilasciato al giornalista, fotografo o tecnico, a titolo personale o per conto di quella, o di tutte quelle testate per le quali collabori, a qualunque titolo'”.

Pertanto” le organizzazioni di categoria dei giornalisti hanno rivolto un appello al Coni e a tutte le federazioni sportive, raccomandando che situazioni del genere non si verifichino più, in nessun impianto, in nessuno stadio, in nessun campo. L’accredito, sarà bene ricordarlo, non è un privilegio dei giornalisti, ma semplicemente uno strumento di lavoro, garantito dall’articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di espressione, aggiungendo che “la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”, e ovviamente prevedendo che l’esercizio di libera stampa comprende anche il diritto di accesso alle informazioni e alla loro raccolta senza limitazioni.

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