Violazioni verificate

Toni Colombo. A Scafati aggredita troupe di Giletti

Danneggiato il materiale girato. Stavano cercando di intervistare il neomelodico Tony Colombo. Il commento del conduttore

Il cantante neomelodico Tony Colombo e il suo entourage hanno intimidito una troupe del programma Non è l’Arena (La7). L’episodio si è verificato la sera del 20 novembre 2019 a Scafati (Salerno), pochi giorni dopo l’aggressione di Napoli al giornalista Daniele Bonistalli e al suo cameraman (leggi).

Nel mirino, questa volta, sono finiti la giornalista Francesca Carrarini, inviata del programma, e il suo cameraman Gianluca Mazza, che volevano intervistare Toni Colombo, al termine di un’ esibizione per l’inaugurazione di un negozio. Colombo si è impossessato del cellulare della giornalista, ha cancellato il materiale girato e poi ha platealmente masticato la scheda di memoria dopo averla estratta dalla piccola telecamera indossabile di cui era dotato il cameraman.

I FATTI – La giornalista si è avvicinata a Toni Colombo e ha provato a fargli delle domande, mentre era all’interno del negozio. Poi ha seguito l’artista fino alla sua automobile, dove Colombo è salito a bordo della sua auto, insieme al suo manager. Dall’interno dell’abitacolo dell’automobile, il cantante ha strappato il cellulare dalle mani della giornalista. Allo stesso tempo un suo collaboratore ha sottratto la telecamera al video operatore.

“Il video non si può fare. Lei il suo lavoro non lo sa fare. Signora, questa è privacy”, ha ripetuto più volte il cantante, mentre cancellava video e foto dal telefono cellulare di Francesca Carrarini. Intanto il collaboratore di Toni Colombo che aveva sottratto al cameraman la piccola telecamera indossabile, ha estratto la scheda di memoria e l’ha data a Colombo che l’ha messa in bocca e l’ha masticata, in modo da distruggerla.

Il servizio è andato in onda su La7 il 24 novembre 2019.
Soltanto dopo insistenti richieste la giornalista è riuscita a riavere il cellulare e la telecamera.

Colombo è finito sotto i riflettori dopo la pubblicazione di un’inchiesta di Fanpage dal titolo “Camorra Entertainment” in cui si esplorano i legami non chiari tra il mondo dei neomelodici e la camorra, rapporti che anche il programmo “Non è l’Arena” sta cercando di documentare.

IL COMMENTO DI GILETTI – Il giornalista Massimo Giletti, conduttore di “Non è l’Arena” ha rilasciato a Ossigeno la seguente dichiarazione: “Chi fa giornalismo deve mettere in preventivo reazioni come quelle di Toni Colombo. Facendo domande si rischia di subire comportamenti poco consoni, soprattutto da parte di persone accreditate sul territorio non si sa bene per quali ragioni. La televisione non può ‘depistare’ la realtà, deve continuare a fare domande, anche scomode. Le troupe delle mie trasmissioni queste cose le sanno”.

“Lo dico – ha aggiunto Giletti – pensando ai miei giovani colleghi che non hanno le spalle altrettanto larghe e non possono permettersi di pagare gli avvocati quando ciò è necessario per difendersi da attacchi pretestuosi. Questo è il punto nevralgico: tutelare i più giovani. Perché chi lavora sul territorio e fa inchieste spesso è condizionato anche dalle querele usate come un’arma per intimidire il giornalista. Su questo dobbiamo aprire un dibattito più ampio, non dobbiamo fermarci ripetendo parole che rischiano di suonare vuote. Questo è un tema fondamentale per il futuro del giornalismo”.

ADT – RDM

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