Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

“Vi mettiamo una bomba” dicono al centralino

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Una telefonata anonima a Palermo al Giornale di Sicilia. Nel mirino il cronista Leonardo Gargano. Indagini in corso e molti attestati di solidarietà

Il 12 giugno 2019, verso le 10 del mattino, al centralino del “Giornale di Sicilia”, a Palermo, è arrivata una telefonata minatoria per il cronista di nera, Leopoldo Gargano. «Gargano scrive troppe minchiate. Qui parla la famiglia Lo Piccolo. Vi mettiamo una bomba e vi facciamo saltare tutti in aria», ha detto una voce. Lo stesso giornale ne ha dato notizia dopo aver denunciato l’accaduto alla polizia. Dal numero del telefono cellulare da cui è stata fatta la chiamata si sta cercando di risalire alla persona che ha fatto la chiamata.

Numerosi attestati di solidarietà sono stati inviati al giornalista e alla redazione dai colleghi e dalle istituzioni. La direzione del quotidiano ha sottolineato che “Leopoldo Gargano è cronista esperto, attento e preparato. A lui dunque non possiamo che esprimere piena vicinanza e sostegno. Non sono certo episodi come questo, peraltro l’ultimo di una lunga serie, che ci impediranno di portare avanti la nostra missione: informare con obiettività, imparzialità e affidabilità, avendo come unico elemento di riferimento la ricerca assoluta della verità”.

Assostampa Siciliana e Fnsi hanno condannato l’azione con queste parole: “Una cosa è certa: Leopoldo Gargano continuerà a scrivere i suoi articoli liberi, puntuali e informati e il “Giornale di Sicilia” continuerà a pubblicarli”.

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