Memoria

Vittorio Arrigoni, il cronista di Gaza, fu rapito e ucciso 13 anni fa

Dalla “Striscia” denunciava le condizioni di vita dei palestinesi. La sua storia su Ossigeno-Cercavano la verità. Le iniziative per ricordarlo

OSSIGENO 14 aprile 2024 – Nei mesi in cui continua a divampare l’intervento militare palestinese a Gaza torna di attualità il motto  “Restiamo umani” di Vittorio Arrigoni, conosciuto come Vik, attivista e cronista ucciso proprio a Gaza 13 anni fa, dopo essere stato rapito, legato e bendato da terroristi che diffusero un video su YouTube per mostrarlo al mondo.  Aveva trentasei anni. Era il 15 aprile 2011 quando giunse la notizia della sua uccisione. Non è stata compiuta giustizia, nonostante nel 2012 la Corte militare di Gaza abbia individuato quattro responsabili.

La storia di Vik è ricostruita in dettaglio da Ossigeno sul sito “Cercavano la verità” www.giornalistiuccisi.it che, con documenti e testimonianze, racconta le storie di trenta giornalisti italiani uccisi mentre svolgevano il loro lavoro (leggi). Di questo archivio e delle vicende di ciascuno di loro si parlerà il prossimo 3 Maggio in occasione della Giornata Mondiale per la libertà di stampa (WPFD) in un convegno pubblico presso la Casa del Jazz di Roma, valido anche come corso di aggiornamento professionale per giornalisti.

CHI ERA – Vittorio Arrigoni era nato a Besana (Monza e Brianza). Fin da ragazzo si interessò alla difesa dei diritti umani. Si recò nei Paesi dell’Est Europa, in Perù, in Africa e infine si trasferì nella Striscia di Gaza da dove raccontò le drammatiche condizioni di vita dei palestinesi nei campi profughi. Per questa sua attività subì numerose minacce, carcere ed espulsioni.

DAVA VOCE AI SENZA VOCE – “Arrivò a Gaza perché voleva difendere i diritti di pescatori e contadini vittime dei cecchini”, ha raccontato a Ossigeno Egidia Beretta, la madre di Vittorio Arrigoni che dal giorno della morte del figlio si è impegnata a tramandare i valori in cui credeva, soprattutto fra i più giovani. L’11 maggio 2023, al convegno promosso da Ossigeno per celebrare la 30ma Giornata Mondiale per la libertà di stampa in ricordo dei giornalisti italiani uccisi (vedi), Egidia Beretta ha ricordato: “Quando Il Manifesto gli chiese di dare voce ai senza voce non ebbe esitazioni, accettò. Un giorno il console italiano gli propose di partire sottolineando che era l’ultima occasione. Lui rispose: io da qui non mi muovo. ‘Gaza. Restiamo umani’, ancora oggi, è l’unico documento che abbiamo di quello che è successo. Dalle sue parole transumava profonda pietà per gli innocenti”.

LE INIZIATIVE – Per l’anniversario se organizzate due iniziative. Sabato 13 Aprile alle ore 16, a Casatenovo (Lecco), l’intitolazione della Sala Civica a Vik, con una cerimonia alla presenza del sindaco Filippo Galbiati e di Egidia Beretta (vedi). Domenica 14 Aprile, invece, alle ore 15, a Brescia, nel quartiere Carmine, in via Odorici, viene piantato un ulivo in ricordo dell’attivista, su iniziativa della sezione A.N.P.I. “Caduti di Piazza Rovetta” di Brescia, in collaborazione con altre realtà associative (vedi).

Egidia Beretta scrive sulla sua pagina Facebook : “Si avvicinano i giorni nei quali il dolore della perdita diventa ancora più profondo e più acuto il rimpianto di tutto ciò che poteva essere e non è stato. Ciò nonostante, quest’anno il ricordo di Vittorio si tinge dei colori della speranza e della vita. Ricordare (con queste iniziative, ndr) Vittorio è rendergli onore e perseguire il cammino che egli ha tracciato”. GPA

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