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INPGI perde causa per diffamazione. Aveva chiesto 75mila € a 11 giornalisti

Il Tribunale civile di Roma ha stabilito che è stata una “legittima critica”. Stampa Romana: paradossale che un’istituzione di categoria chieda danni a iscritti

OSSIGENO 21 settembre 2022 – Il 3 agosto 2022 il Tribunale civile di Roma, presieduto dal giudice Antonella Di Tullio, ha rigettato la richiesta di risarcimento danni avanzata dall’Inpgi nei confronti di undici giornalisti. Il motivo del contendere era un articolo, intitolato “Crisi dell’Istituto, inchiesta Sopaf e dimissioni di Camporese: parte la raccolta firme”, firmato da 480 giornalisti e pubblicato nel luglio 2015 sul blog GiornalistiMag.it.

LA VICENDA – Secondo l’Inpgi, l’articolo travalicava il diritto di cronaca e ledeva la reputazione della cassa previdenziale, per questo aveva chiesto un risarcimento danni da 75mila euro, citando in giudizio undici tra i giornalisti firmatari. Secondo il giudice invece, come si legge su La Stampa (vedi qui), l’articolo: “costituisce una legittima critica alle operazioni finanziarie proposte dal presidente dell’Inpgi Andrea Camporese da parte degli stessi giornalisti che versavano i contributi all’ente previdenziale e diffondeva la preoccupazione di molti di loro circa le conseguenze negative sulle posizioni contributive degli iscritti, a causa di operazioni patrimoniali frutto di azzardate operazioni finanziarie e oggetto di indagine da parte della magistratura”.

IL COMMENTO – L’associazione Stampa Romana ha commentato così la sentenza: “È un paradosso che un istituto come Inpgi abbia cercato di comprimere il diritto di critica dei colleghi e che oggi debba risarcire i danni usando i soldi degli iscritti. Ma anche questa è la dimostrazione che abbiamo bisogno di un netto cambio di passo in cui siano ascoltate tutte le voci interne al sindacato unitario senza pregiudiziali “politiche” sulla base della correttezza dei comportamenti di chi guida le istituzioni di categoria e che non si usino scorciatoie che hanno il retrogusto amaro di querele temerarie” (leggi qui il comunicato completo).

Non è la prima volta che l’Inpgi cita per diffamazione dei giornalisti e perde la causa, come dimostra la vicenda di Manuela D’Alessandro e Frank Cimini, autori del blog “Giustiziami” (vedi Ossigeno). GB

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