Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

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Assolto giornalista che scrisse: Vincenzo Calcara falso pentito

Gian Joseph Morici aveva descritto l’uomo come un soggetto omertoso e reticente, che aveva depistato processi. Per il tribunale ha detto il vero

OSSIGENO 20 gennaio 2023 – La giudice del Tribunale di Agrigento, Sezione II penale, ha prosciolto il giornalista Gian Joseph Morici, direttore ed editore della testata online ‘La Valle dei Templi’, dall’accusa di avere diffamato l’ex pentito di mafia Vincenzo Calcara.

Nell’articolo pubblicato a marzo 2018, l’uomo era descritto come omertoso e reticente, accusato di essere un falso pentito e di avere depistato con le sue dichiarazioni vari processi penali (leggi).

Vincenzo Calcara aveva reagito con una querela. Il processo è arrivato a sentenza il 28 aprile 2022. Il pm aveva chiesto 8 mesi di reclusione per l’imputato. Dopo aver letto atti, sentenze in merito, verbali d’interrogatorio di collaboratori di giustizia, e avere ascoltato i testi portati in aula dalla difesa (il giudice Massimo Russo e i collaboratori di giustizia Vincenzo Sinacori e Giuseppe Milazzo), la giudice ha assolto in primo grado il giornalista con formula piena, perché “il fatto non costituisce reato”. Gian Joseph Morici è stato difeso dall’avvocato Santino Russo del Foro di Agrigento.

Nell’articolo dal titolo “Vincenzo Calcara – Ma i magistrati e i Borsellino sanno?”, Gian Joseph Morici metteva in dubbio la qualità di pentito di mafia del querelante, alla luce di numerose sentenze, atti giudiziari e interviste rilasciate dall’uomo. Ale stesse conclusioni era giunto il giudice Massimo Russo, che aveva interrogato l’ex pentito quando era in servizio alla procura di Marsala e lo aveva riferito anni dopo alla Commissione Parlamentare antimafia. Sulla stessa linea il pm Gabriele Paci, che in Corte di Assise a Caltanissetta, durante il processo a carico di Matteo Messina Denaro nel 2020, si era espresso sulla “possibilità che il Calcara sia stato eterodiretto ed abbia, in qualche modo, contribuito al depistaggio sulle stragi del 1992, impedendo l’accertamento della verità”.

LA MOTIVAZIONE – La giudice Fulvia Veneziano ha rilevato che, pur essendo le frasi dell’articolo oggettivamente lesive dell’onore del querelante Calcara, “il fatto non costituisce reato, in quanto [Morici] ha agito nell’esercizio dei diritti di cronaca-critica e nei limiti degli stessi”. La sentenza e le motivazioni depositate a fine luglio 2022 hanno affermato che il diritto di cronaca è tutelato “anche quando ne derivi una lesione dell’altrui reputazione” a condizione, scrive la giudice, che la notizia pubblicata sia vera, di pubblico interesse ed espressa nei limiti della continenza.

IL GIORNALISTA – “Sono soddisfatto della sentenza – dice Gian Joseph Morici a Ossigeno -, ma rimane sempre una punta di amarezza. Facendo libera e corretta informazione si finisce in tribunale. La querela è un legittimo strumento che la legge mette a disposizione di chi si sente leso, ma ormai più che un diritto sembra diventata un’arma per intimidire. Se ne abusa senza ritegno, perché chi querela oggi non rischia niente”.

SOLIDARIETA’ – Ossigeno per l’informazione esprime solidarietà al giornalista e soddisfazione per l’esito positivo del procedimento. Le querele pretestuose, usate come deterrente alla corretta informazione (ancora di più in territori difficili dove la criminalità organizzata ha ramificazioni economiche e sociali), sono una piaga che Ossigeno chiede da tempo di curare con interventi legislativi mirati. Lo dimostra lo studio dell’UNESCO che abbiamo pubblicato, nel quale si evidenzia come esse siano la conseguenza di un “uso scorretto della giustizia”. LT

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