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Violazioni verificate

Bari. Manager bancario chiede 750mila euro alla “Gazzetta”

Due giornalisti, l’autore di tre articoli e il direttore, hanno ricevuto una richiesta di conciliazione in relazione a tre articoli definiti diffamatori

Giuseppe Pignataro, manager della Banca Nazionale del Lavoro, ha chiesto 750mila euro di risarcimento danni al giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, Massimiliano Scagliarini, e al direttore Giuseppe De Tomaso per aver pubblicato – il 9, il 10 e l’11 febbraio 2018 –  tre articoli in cui si riferisce che Pignataro è indagato per bancarotta fraudolenta nell’ambito del crac di Ferrovie Sud Est. Un mese dopo la pubblicazione degli articoli, un’ordinanza della Procura della Repubblica aveva confermato che il manager era indagato.

“Questo è uno dei tanti tentativi di condizionare la libertà dei giornalisti attraverso richieste milionarie e velleitarie”, ha dichiarato Scagliarini a Ossigeno, che già in passato si è occupato di lui (leggi).

Dopo la pubblicazione del primo articolo, la Gazzetta aveva ricevuto una smentita in cui l’avvocato di Pignataro smentiva la notizia precisando che il suo assistito non aveva ricevuto alcuna “informazione di garanzia”.

Il giornale aveva pubblicato la smentita con questa replica: “Il provvedimento di iscrizione nel registro degli indagati è stato depositato dalla Procura di Bari tra gli atti dell’inchiesta Sud- Est già messa a disposizione delle parti”.

Poi, l’8 marzo 2018, la controparte aveva notificato ai giornalisti una richiesta di conciliazione giudiziaria  con la quale chiede un risarcimento di 500mila euro per un articolo e ulteriori 25omila euro per gli altri due.

Cinque giorni dopo, il 13 marzo, il il Gip del Tribunale di Bari ha emesso un’ordinanza con cui ha interdetto al manager la facoltà di esercitare le funzioni direttive bancarie, rendendo ufficialmente noto che egli è indagato per bancarotta fraudolenta preferenziale in favore del creditore BNL e di bancarotta fraudolenta impropria, per effetto di operazioni dolose, ai danni della società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici S.r.l..per quel reato. La notizia è stata riferita da numerosi giornali.

Il 5 aprile scorso si è svolta l’udienza di conciliazione. I giornalisti non si sono presentati, dopo averne dato comunicazione scritta tramite l’ufficio legale della testata.

RDM


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