Basta impunità! Mennella, occorre maggior consapevolezza fra i giornalisti

Il segretario di Ossigeno aggiunge che occorre reagire collettivamente alle minacce e dare un aiuto concreto ai cronisti che subiscono intimidazioni e abusi legali per il proprio lavoro

OSSIGENO 31 ottobre 2021 – Giuseppe Federico Mennella, giornalista, Segretario di Ossigeno per l’Informazione, docente di Deontologia del giornalismo,  offre questo contributo alla discussione pubblica che avrà luogo il 3 novembre a Siracusa vedi il programma, per rispondere a questa la domanda: oltre a protestare, che cosa si potrebbe fare per fermare l’impunità per i reati contro i  giornalisti? 

Sarà bello quel giorno quando l’Onu proclamerà che non c’è più bisogno di una Giornata mondiale per mettere fine ai crimini contro i giornalisti. Purtroppo, questa è un’utopia, un sogno, un miraggio. Ma non tanto o non solo perché da qualche parte nel mondo esisterà sempre un regime autoritario, quanto e soprattutto perché i giornalisti sono intimiditi e minacciati in tante, troppe democrazie occidentali. Quelle che nei testi costituzionali e nelle leggi fondamentali hanno inciso bellissime parole e sacri principi sulla inviolabilità del diritto all’informazione.

La storia e l’esperienza quotidiana dicono che non è così. Non è così nemmeno in Italia.

Che fare? La fase dell’analisi del diffuso fenomeno ormai è superata. Abbiamo capito – anche grazie a Ossigeno per l’Informazione – di che cosa stiamo parlando. Conosciamo i meccanismi e i mezzi per costringere all’autocensura il giornalismo e i giornalisti. Sarebbe ormai ora di passare ai fatti, all’adozione di strumenti per proteggere e anzi promuovere un diritto essenziale a ogni democrazia, il diritto dei cittadini a essere informati.

Uno strumento è quello che già impiega Ossigeno per l’Informazione: la difesa in giudizio a titolo gratuito per i giornalisti senza tutela legale.

Se i giornaliti e i loro rappresentanti fossero pienamente consapevoli della gravità della situazione, oltre a protestare costringerebberero gli editori a sottoscrivere polizze assicurative per la difesa in giudizio civile dei giornalisti e dei collaboratori minacciati da cause milionarie.

E saremmo anche in grado di costringere il potere politico – governo, Parlamento, partiti, istituzioni repubblicane – a riformare profondamente e in senso autenticamente democratico le leggi e i codici civile e penale che recano dentro di sé ancora le orme del fascismo.

E saremmo in grado di indurre quello stesso potere politico a introdurre nel Codice penale il reato di ostacolo all’informazione. Sarebbe un modo concreto per dare attuazione concreta al senso profondo e autentico – ancorché non letterale, dell’articolo 21 della Costituzione.

E ciò che vale per l’Italia vale anche per le altre democrazie.

GFM

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