Libertà di stampa

Basta impunità. William Horsley, attuare le regole e raccomandazioni già chiare da tempo

In particolare le Linee guida dell’UNESCO per i procuratori e le Raccomandazioni del 2016 del Consiglio dì’Europa ai governi nazionali

OSSIGENO 30 ottobre 2021 – Il giornalista britannico William Horsley, direttore internazionale del Centre for Freedom of the Media dell’Università di Sheffield (UK), esperto in materia di sicurezza dei giornalisti, ha accettato l’invito di Ossigeno per l’Informazione di dare un contribuito scritto alla discussione pubblica che avrà luogo il 3 novembre a Siracusa (vedi il programma). Con questo testo ha risposto alla domanda: oltre a protestare, che cosa si potrebbe fare per mettere fine all’impunità per i reati contro i  giornalisti?

L’impunità uccide. L’impunità incoraggia altri assassinii, dice l’UNESCO. “L’impunità non inizia con l’omicidio di un giornalista ma con la prima minaccia che subisce”, aggiunge il figlio della giornalista maltese assassinata Daphne Caruana Galizia. L’impunità è un sicuro segnale che lo Stato ha mancato al suo dovere di protezione, che l’indipendenza di un sistema giudiziario è corrotta.

L’impunità è come un ladro che deruba la vittima della sua vita e della giustizia, deruba anche le famiglie delle vittime. È un gangster malvagio che deruba tutti noi del diritto di dire e di ascoltare la verità, senza censura, dai media, dai social  … e dalle istituzioni dello stato.

Quali sono le radici dell’impunità? L’avvocato internazionale Nadim Houry ha condotto un’indagine su questo e ha pubblicato un rapporto per l’High Level Panel of Legal Experts on Media Freedom.

Ha scoperto che l’impunità può sorgere quando gli stati non hanno la capacità di raccogliere prove dei delitti. E anche nei casi in cui fra i sospettati ci sono persone influenti, quando “individui potenti cercano di bloccare le indagini e qualsiasi procedimento giudiziario in ogni fase del processo”.

Se è così, l’impunità può essere fermata. Ma chi fermerà l’impunità? Per riuscirci i media, la comunità internazionale, i funzionari pubblici, intere società devono imparare a vedere l’impunità e a conbatterla con tutte le loro forze.

Le regole e le tecniche per sradicare l’impunità esistono già e parlano chiaro. Lo fanno le Linee guida dell’UNESCO per i pubblici ministeri sui casi di crimini contro i giornalisti.

Inoltre  nel 2016 il Consiglio d’Europa, con le Raccomandaziono rivolte ai governi nazionali dal suo Comitato dei Ministri,  ha illuminato la strada a chi vuole sradicare l’impunità. Uno dei principi chiave di queste regole è quello di stabilire per ogni attacco se esiste un qualsiasi collegamento con il lavoro del giornalista; c’è l’invito a cercare incessante i mandanti, gli esecutori  e i complici; a verificare attentamente prima di escludere che qualcuno sia in qualche modo implicato nel caso. Un altra regola è quella di garantire la correttezza dei procedimenti giudiziari; di condannare i colpevoli a pene aggravate per intralcio alla giustizia; di assicurare il controllo pubblico sulle indagini e di rispettare sempre i diritti dei familiari delle vittime.

Ormai l’impunità è stata dismostrata, misurata e raffigurata in grafici e tabelle come non era accaduto mai prima d’ora. Eppure persiste e si diffonde. Chiediamoci perché. Perché, troppo spesso, ancora oggi a questi ladri di giustizia e di diritti concesso viene concessa la possibilità di derubarci.

ASP

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