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Bologna. D’Adamo e Sangiorgi difesi da Ossigeno

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I due giornalisti  sono sotto  processo per diffamazione per tre articoli sui fanghi tossici stoccati a San Giovanni in Persiceto pubblicati nel 2014 da Controcorrente.Globalist.it

Lunedì 17 settembre 2018 a Bologna si è svolta la prima udienza del processo penale a carico dei giornalisti Carlo D’Adamo e Roberta Sangiorgi, difesi dall’Ufficio legale di Ossigeno. I due giornalisti sono imputati di diffamazione a mezzo internet in seguito alla querela del noto imprenditore emiliano Luca Razzaboni.

La difesa dei giornalisti ha eccepito, la carenza di legittimazione passiva di due parti civili su tre. Il giudice ha accolto l’eccezione e ha estromesso le parti civili sprovviste della qualità di persone offese. In sostanza non avevano nulla di cui dolersi in sede processuale.

La prossima udienza è stata fissata per il 13 maggio 2019 per terminare l’istruttoria e sentire gli imputati-giornalisti.

La vicenda riguarda tre articoli, pubblicati su Controcorrente.Globalist.it il 22 ottobre 2014 e l’11 gennaio 2015, nei quali hanno raccontato l’inchiesta su un traffico di rifiuti pericolosi, stoccati su un area destinata a discarica, di proprietà di Razzaboni, sita nel Comune di San Giovanni in Persiceto, vicino Bologna.

Per questi fatti, l’imprenditore, ha subito un processo penale conclusosi con una condanna in primo grado e la successiva prescrizione in secondo grado. In Cassazione è passata in giudicato soltanto la condanna a risarcire gli ingenti danni al Comune di San Giovanni in Persiceto.

Il fatto di interesse pubblico riferito dai giornalisti risiedeva nel fatto che l’area interessata era talmente inquinata dai fanghi tossici da determinare, una sanzione economica comminata dalla Commissione Europea, per mancata bonifica delle aree coinvolte.

ASP

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