Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Violazioni verificate

Calabria. Minacciata cronista Rai per inchiesta sul Parco Acquatico di Rende

Erika Crispo (Tgr Calabria) ha evidenziato lacune e inadempienze della struttura affidata dal Comune a una società privata

Il 12 giugno 2020, dopo la messa in onda, sul Tgr Rai della Calabria, di un servizio che evidenziava la mancanza di alcune norme di sicurezza e il mancato pagamento dei lavoratori del Parco Acquatico di Rende (Cosenza) il responsabile tecnico dell’Ente, Antonio Vivacqua ha minacciato telefonicamente la giornalista della TgR Calabria Erika Crispo.

LE MINACCE – “Non sai con chi hai a che fare”, “Ti vengo a prendere a casa e ti sbudello”, “Non sei una giornalista”: sono alcune delle minacce e degli insulti rivolte dall’uomo alla giornalista, che ha realizzato l’inchiesta sulla struttura pubblica da circa 20 milioni di euro affidata dal Comune alla società privata Parco Acquatico 4.0.

LA GIORNALISTA – Il giorno stesso, la giornalista ha denunciato l’accaduto ai carabinieri di Cosenza. “Non ho intenzione di fermare le mie inchieste. Ho deciso di denunciare per tutelarmi a livello personale visto che vivo a Rende e potrei essere facilmente individuabile”, ha detto Erika Crispo a Ossigeno. Dopo la messa in onda del servizio e le minacce, sono andati in onda altri due servizi, il 13 giugno e il 15 giugno, sulla gestione del Parco Acquatico e sulle sue problematiche e inadempienze.

L’INCHIESTA – La cronista ha seguito le diverse problematiche inerenti il parco pubblico: il mancato pagamento di lavoratori e fornitori; la mancanza di norme di sicurezza; la mancanza di licenze e l’inattuata realizzazione delle strutture predisposte. La curiosità di Erika Crispo è stata accesa da un video postato su Instagram dal figlio dell’assessore allo Sport del Comune di Rende. Il ragazzo, durante il lockdown, in barba alle norme per il contenimento dei contagi, aveva organizzato un aperitivo a bordo piscina con la fidanzata. Inoltre, sempre su Instagram, Crispo ha scoperto che il ragazzo aveva festeggiato il suo compleanno, a fine febbraio, nella spa della struttura, che non è mai stata aperta al pubblico. L’assessore si è dimesso. Erika Crispo ha riferito a Ossigeno che dopo la messa in onda del primo servizio, il Comune di Rende ha avviato le pratiche per la revoca della concessione alla società che gestisce il parco.

Nei suoi servizi, Erika Crispo, chiede spiegazioni circa le criticità del parco acquatico anche al sindaco di Rende.
L’amministrazione, dopo le minacce, ha espresso solidarietà alla giornalista. Qualche giorno dopo la messa in onda dell’ultimo servizio, il primo cittadino ha scritto una lettera, condivisa anche sulla sua pagina Facebook, indirizzata al caporedattore della Tgr Calabria, Pasqualino Pandullo, e per conoscenza all’Agcom. Nel testo, il sindaco lamenta “un’azione denigratoria” della redazione nei confronti dell’Amministrazione, “pubblicando servizi su fatti e accadimenti ricadenti sul territorio di Rende che, per modalità di rappresentazione, forniscono una versione distorta della realtà”.

Il caporedattore Pasqualino Pandullo ha replicato dicendo di essere “pronto a dar conto di ogni aspetto, segnalato all’Autorità” e ha sottolineato l’impegno della redazione a lavorare “senza condizionamenti, nel pieno rispetto dei fatti, delle persone e dei ruoli”.

SOLIDARIETÀ – Il comitato di redazione si è schierato a fianco di Erika Crispo alla quale ha espresso sostegno e solidarietà, così come hanno fatto l’Usigrai, il Sindacato dei Giornalisti della Calabria, l’Unci Calabria e Lucio Musolino, rappresentante della Calabria nell’osservatorio nazionale sulla legalità della Fnsi.

RDM

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