Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Assistenza Legale

Diffamazione. Ossigeno difende un giornalista citato in giudizio da un collega

Per aver criticato l’attendibilità della notizia secondo la quale i richiedenti asilo di Vicenza protestavano per avere un abbonamento alla tv a pagamento per vedere le partite di calcio

OSSIGENO 19 giugno 2021 – L’Ufficio di Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno per l’Informazione vedi ha assunto la difesa legale del giornalista freelance Fabio Butera, iscritto all’Albo dei Giornalisti del Veneto, citato in giudizio per danni da diffamazione da un giornalista del “Giornale di Vicenza”. Fabio Butera deve perciò affrontare un processo che avrà inizio giovedì 24 giugno 2021 presso il Tribunale Civile di Verona, dove sarà assistito dall’Avv. Andrea Di Pietro

PERCHE’ – Ossigeno ha accolto la richiesta di Fabio Butera di usufruire dell’assistenza che Ossigeno, in collaborazione con Media Defence, offre ai giornalisti e blogger che, senza l’assistenza legale dell’editore, devono affrontare cause di importanza strategica per far comprendere a tutti, con esempi concreti, quali forzature del diritto di difendere la propria reputazione siano possibili in Italia per effetto di leggi e procedure anacronistiche e punitive in materia di diffamazione a mezzo stampa.

IL CASO SPECIFICO pone le seguenti domande: un giornalista può criticare pubblicamente l’articolo di un altro giornalista? Se mette in dubbio una circostanza di fatto riferita dal suo collega ne danneggia la reputazione? Gli causa un danno che merita un risarcimento? Entro quali limiti è legittimo criticare ciò che ha scritto un giornalista? Questi interrogativi non sono nuovi. Impegnavo i consigli di disciplina degli Ordini regionali dei giornalisti, che risolvono molti contenziosi di questo tipo verificando di volta in volta come un giornalista osserva il suo dovere di solidarietà verso i colleghi e come questo dovere si concilia con il dovere della verità, che è anch’esso stabilito dal codice deontologico dei giornalisti.

I CONSIGLI DI DISCIPLINA – I consigli di disciplina dell’Ordine sono intervenuti anche per il caso che riguarda Fabio Butera. L’Ordine dei Giornalisti del Veneto ha svolto due procedimenti disciplinari. Uno per giudicare l’operato del giornalista criticato da Fabio Butera. Un altro, per valutare il comportamento dello stesso Fabio Butera. Si sono conclusi entrambi senza contestazioni. Ma questo doppio verdetto di non-infrazione non ha chiuso la questione, perché il giornalista criticato da Fabio Butera ha portato il caso davanti a un giudice civile, chiedendo un risarcimento per diffamazione a mezzo stampa.

I FATTI – Il contenzioso ha avuto inizio il 9 agosto 2018 quando Fabio Butera ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook, criticando in modo argomentato una notizia firmata dal giornalista Valentino Gonzato dal titolo: “Richiedenti asilo vogliono avere Sky, scatta la protesta”, pubblicata poco prima sul sito web del “Giornale di Vicenza”.

L’articolo di Gonzato riferiva che, a Vicenza, una ventina di immigrati ospitati presso il centro culturale San Paolo di via Carducci, in attesa del permesso di asilo, avevano inscenato una manifestazione pubblica di protesta e avevano presentato alcune richieste alla Questura. Avevano chiesto fra l’altro un abbonamento alla tv a pagamento italiana per vedere le partite di calcio. Questa richiesta aveva fatto subito sensazione, suscitando incredulità e proteste. Appariva infatti assurda mentre molti richiedenti asilo lottavano per risolvere problemi di sovraffollamento, di vitto, di salute. Contribuiva ad alimentare il clima di ostilità contro i richiedenti asilo, essendo in atto un’accesa campagna politica per fermare in ogni modo lo sbarco in Italia di nuovi immigrati.

NESSUNA CONFERMA -Fabio Butera stentava a credere che quella richiesta fosse vera. Perciò aveva chiesto conferme alla Questura, alla Prefettura e allo stesso autore dell’articolo, senza trovare alcuna conferma convincente. Perciò aveva scritto il suo post dando conto dell’infruttuoso esito della sua ricerca. Obiezioni simili alle sue erano state riferite da notiziari di Mediaset e del Gruppo Gedi, che ora sono anch’essi citati in giudizio da Valentino Gonzato per gli articoli di cronaca in cui hanno riferito la notizia del giornale vicentino su Sky, i dubbi di Butera e le reazioni politiche e della società civile che ne erano seguite. La citazione in giudizio è stata promossa tre anni dopo i fatti.

IL MOMENTO POLITICO – La vicenda va inquadrata nel contesto di quei giorni. Ad agosto 2018 la polemica anti-immigrazione divampava. Il leader leghista Matteo Salvini era Ministro dell’Interno e chiedeva misure anti-immigrazione sempre più dure. Fu uno dei primi a diffondere sui suoi profili social la storia della presunta pretesa dei migranti di Vicenza di vedere il calcio su Sky. Ed è di quei giorni il caso della nave Diciotti della guardia costiera bloccata con 190 immigrati a bordo.

DUBBI LEGITTIMI – Il post di Fabio Butera invitava a verificare attentamente le notizie circostanziando i fatti, a non concorrere con notizie approssimative ai discorsi d’odio verso i migranti, a interpellare anche i protagonisti degli episodi narrati per avere la loro versione.

Ossigeno e il suo team legale ritengono che coloro che, come il giornalista Fabio Butera, riscontrano diligentemente i fatti e ne danno conto oggettivamente all’opinione pubblica evitando polemiche personali con altri giornalisti, esercitano correttamente il dovere di diffondere informazioni veritiere nell’interesse pubblico. Ed è altrettanto doveroso per un giornalista accettare le critiche e le obiezioni, se sono formulate in modo leale e argomentato e con il dovuto rispetto personale, poiché la verità giornalistica su un determinato fatto è quella che risulta dal contraddittorio fra più voci e da vari punti di vista. Perseguire per via giudiziaria chi lavora come Fabio Butera non ci pare perciò il modo giusto di difendere la verità e la reputazione personale.

IL GIORNALISTA – Fabio Butera ha rilasciato a Ossigeno la seguente dichiarazione:

Nel pieno dell’estate del 2018, mentre assistevo all’uso politico dei discorsi d’odio contro i migranti portato al massimo grado, ho sentito il bisogno e il dovere civico di approfondire una vicenda la cui narrazione, a mio parere faziosa e non abbastanza circostanziata, contribuiva ad alimentare il clima aggressivo nei confronti dei migranti. Non credevo ai miei occhi quando un collega giornalista mi ha citato in giudizio e ha chiesto un risarcimento accusandomi di diffamazione a mezzo stampa. Che fare? Sono un freelance. Ne ho subito parlato con l’avvocato Andrea Di Pietro e ho chiesto e ottenuto il supporto di Ossigeno per l’Informazione per coprirà le mie spese legali. La mia vicenda conferma che Ossigeno per l’Informazione il suo Ufficio di Assistenza Legale Gratuita sono una riserva preziosa per noi cronisti. Ossigeno aiuta i giornalisti senza un editore alle spalle a sentirsi meno soli di fronte agli attacchi tesi ad inibire la libertà di critica. E questo aiuta tutti i cittadini a sapere di più su ciò che accade. Grazie Ossigeno!

ASP

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