Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Violazioni verificate

ENI chiede al Domani: 100mila € di danni subito. Chi cambierà la legislazione?

Con una lettera raccomandata l’ente petrolifero ha diffidato il quotidiano a pagare la somma entro 10 giorni. Ossigeno: queste cose accadono da anni, favorite dal silenzio dei giornali su queste vicende

OSSIGENO 13 settembre 2021 – Versateci centomila euro entro dieci giorni a parziale risarcimento dei danni reputazionali causati da ciò che avete scritto in un articolo che consideriamo diffamatorio. Se non pagate vi denunciamo. È quanto hanno chiesto i legali dell’Eni con una lettera raccomandata di diffida inviata al quotidiano Domani. Il giornale ha reso pubblico il fatto in questi termini il 28 luglio 2021, definendo “anomala” la richiesta di sborsare somme enormi brevi manu. Con allegato “avvertimento” ad agire per vie legali. (leggi qui)

L’ENI – L’azienda petrolifera di stato ha reagito a un articolo firmato dal giornalista Alfredo Faieta, pubblicato il 27 luglio 2021, nel quale le motivazioni con le quali i giudici di Milano hanno assolto tutti gli imputati del processo “Eni Nigeria” (leggi qui) sarebbero state riportate in modo scorretto proseguendo così  quella che l’ENI ha definito una campagna diffamatoria.

IL GIORNALE – Il CdR di Domani ha espresso solidarietà ad Alfredo Faieta e a tutti i giornalisti che hanno lavorato alla cronaca del processo (leggi qui).  Il giornale ha poi pubblicato una serie di articoli riproponendo in sede politica il problema, ben noto al Parlamento da oltre venti anni, di correggere con urgenza la legislazione vigente sulla libertà di stampa e sulla diffamazione a mezzo stampa che consente iniziative come quella dell’ENI,  altamente condizionanti per i giornali e i giornalisti che pubblicano notizie sgradite e azioni legali pretestuose e intimidatorie. È stata annunciata anche un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’Economia.

OSSIGENO esprime solidarietà ai giornalisti di Domani e apprezza la scelta di fornire ai lettori una informazione più ampia, più completa e continuativa sul tema dell’uso intimidatorio delle querele per diffamazione a mezzo stampa e delle cause civili per risarcimento danni contro giornali e giornalisti.

“In Italia l’uso pretestuoso delle accuse di diffamazione a mezzo stampa, a scopo intimidatorio, è un grave problema che esiste da decenni e – ha dichiarato Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione – continua a manifestarsi incontrastato, ogni anno con migliaia di episodi, come abbiamo ampiamente documentato. La casistica resa nota da Ossigeno per l’Informazione comprende altri episodi di questo tipo, alcuni ancora più eclatanti di quello che ha colpito adesso il quodidiano Domani (almeno relativamente all’importo dei risarcimenti chiesti) vedi . Speriamo che con il contributo di Domani e dei suoi giornalisti si riesca finalmente a rompere il silenzio stampa su queste vicende, su iniziative che limitano la libertà di cronaca e affliggono tutti i giornalisti e i giornali impegnati a pubblicare notizie vere, di interesse pubblico, anche senza il consenso delle persone e degli enti coinvolti. Questo silenzio stampa, molto esteso, da oltre vent’anni permette ai partiti e al parlamento di rinviare la riforma senza che i cittadini ne siano informati”.

GB

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