Formazione

Essenzialità dell’informazione: la regola del buon giornalista

Giuseppe F. Mennella (Ossigeno) ricorda l’importanza delle carte deontologiche per fare buona informazione e combattere le fake news

OSSIGENO 19 marzo 2021 – “Il giornalismo italiano ha sempre praticato il diritto all’informazione come diritto individuale di chi esercita la professione, e non come diritto dei cittadini a essere informati. Queste sono le due concezioni alla base del dibattito sulla libertà di stampa: la concezione individualista e quella funzionalista. Per decenni, in Italia, ha prevalso la visione individualistica”.

Giuseppe Federico Mennella, docente di Deontologia della professione giornalistica presso l’Università di Tor Vergata e segretario di Ossigeno per l’informazione, ha inaugurato così il suo intervento sui limiti del diritto all’informazione, nel corso del secondo appuntamento del seminario promosso dall’Università di Roma Tor Vergata (corso di laurea magistrale in Scienze dell’Informazione, della Comunicazione e dell’Editoria), in collaborazione con Ossigeno e l’Ordine Giornalisti del Lazio.

Ripercorrendo la storia del giornalismo italiano del dopoguerra, Mennella ha approfondito il rapporto tra l’Ordine e le norme deontologiche di cui si è dotato. “Tutto l’apparato deontologico italiano è frutto di decisioni della categoria- ha spiegato il docente- ma le troppo numerose carte sono state adottate tutte sotto l’urgenza e lo stimolo di eventi esterni di natura sociale e pubblica”.

Dalla Carta di Treviso sui minori, a quella di Roma sui migranti, passando per la Carta di Firenze (precarietà del lavoro) e quella di Milano (detenuti). Ogni documento, è stato redatto solo dopo una spinta esterna, ma frutto anche di una nuova consapevolezza per la categoria. A dare inizio alla stagione delle Carte deontologiche, è stata la cosiddetta ‘sentenza decalogo’, tuttora vigente, “che ha costretto la categoria a pensare su sé stessa, sull’evoluzione dei costumi della società”, ha commentato Mennella.

In conclusione, il docente ha approfondito i limiti al diritto di cronaca e critica, una guida su cui ancora oggi si basa l’attività del giornalista. “L’informazione deve esser vera, di interesse pubblico, essenziale ed attuale”, ha concluso Mennella.

CA

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