Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Violazioni verificate

Genova. Critiche legittime. GIP archivia la querela dell’infettivologo alla giornalista

Il prof. Matteo Bassetti si considerava diffamato da due articoli in cui Monica Di Carlo aveva criticato le sue pose da testimonial pubblicitario – Per il giudice, la giornalista ha esercitato il diritto di critica e di satira nel presupposto “della verità dei fatti, della continenza nell’esposizione e dell’interesse all’informazione dell’opinione pubblica”

OSSIGENO 14 febbraio 2021 – La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova, Angela Maria Nutini, nell’udienza del 25 gennaio 2021 ha archiviato la querela per diffamazione a mezzo stampa presentata dal professor Matteo Bassetti, direttore dell’Unità Operativa Clinica Malattie Infettive del Policlinico S. Martino della città, nei riguardi della giornalista Monica Di Carlo, difesa dall’avvocata Elena Fiorini. La querela faceva riferimento a due articoli pubblicati sul notiziario web www.genovaquotidiana.com , da lei diretto, il 29 aprile e il 10 maggio del 2020.

GLI ARTICOLI – Negli articoli contestati, la giornalista aveva criticato l’operato del noto infettivologo. La gip ha deciso di archiviare la querela perché, si legge nelle motivazioni, «si reputa che fosse nel diritto del giornalista criticare le predette scelte e sollecitare le riflessioni dei lettori e che l’abbia fatto nel rispetto dei presupposti della verità dei fatti storici posti a fondamento della elaborazione critica, della continenza nell’esposizione, dell’interesse all’informazione dell’opinione pubblica».

I FATTI – Nella scorsa primavera, mentre la prima ondata del Covid-19 costringeva il paese al lockdown e il prof. Bassetti diventava un volto noto agli italiani (come altri suoi colleghi virologi e infettivologi), Monica Di Carlo  con due articoli dal tono  satirico, criticava il professore giudicando alcuni suoi comportamenti pubblici poco consoni al rilievo della sua figura pubblica di medico e accademico. Matteo Bassetti aveva permesso di utilizzare la sua foto sul certificato di sanificazione di un’azienda che si occupa di derattizzazione per l’operazione effettuata sul residence della famiglia della moglie e su un post propagandistico di un noto negozio di abbigliamento. In quest’ultima foto indossava una cravatta con il logo del negozio genovese (vedi). Il professore aveva reagito con la querela per diffamazione a mezzo stampa, ritenendo gli articoli denigratori.
Inoltre aveva querelato il capogruppo del gruppo Linea Condivisa del Consiglio regionale della Liguria, Giovanni Battista Pastorino, per le sue lettere al rettore dell’Università e al preside della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche con le quali chiedeva “un intervento affinché impedissero a Bassetti di reiterare alcuni suoi comportamenti e dichiarazioni”.

IL PROCESSO – A ottobre 2020 la pm Eugenia Menichetti aveva chiesto l’archiviazione della denuncia contro la giornalista, in considerazione della veridicità dei fatti riportati, della continenza nell’esposizione e dell’interesse pubblico dei contenuti. L’Avv. Corrado Canafoglia, che rappresenta il prof. Bassetti, si era opposto all’archiviazione. Ma il 25 gennaio 2021 la gip Nutini ha chiuso la partita con l’archiviazione, ritenendo l’opposizione inammissibile non solo “per la tardività della stessa”, ma soprattutto perché “non meriterebbe accoglimento neppure nel merito”. Archiviata anche la querela a Giovanni Battista Pastorino, che figurava nel medesimo procedimento.
LA GIORNALISTA E IL SUO AVVOCATO – Contattata da Ossigeno, Monica Di Carlo ha preferito non aggiungere nulla al commento già diramato insieme a quello dell’avvocata Elena Fiorini.

“È una decisione che ci soddisfa e che costituisce un punto fermo: posto che il Giudice riconosce che il professor Bassetti ha volutamente sfruttato la propria immagine a fini commerciali, il Tribunale reputa che fosse nel diritto della giornalista criticarne scelte e sollecitare le riflessioni dei lettori e che l’abbia fatto – ha affermato la legale – nei limiti previsti dalla legge . Al di là dell’aspetto giuridico, i temi della libertà di informazione e del diritto di critica ma anche delle fake news e della diffamazione sono di grande rilevanza e riguardano tutti noi”.

“Ringrazio l’avvocata Elena Fiorini per avermi tutelato da accuse molto pesanti, la cui pena è della reclusione da sei mesi a tre anni oltre a una multa. Al di là del mio fatto personale – ha commentato la giornalista –  ritengo fondamentale per tutta la mia categoria professionale che il Gip abbia voluto chiarire i limiti che distinguono il diritto di cronaca dalla diffamazione”. LT

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