Memoria

Giancarlo Siani. In un libro gli articoli e il suo impegno sui temi sociali

Ne parla con Ossigeno il nipote Gianmario, presidente della Fondazione che porta il nome del giornalista ucciso dalla camorra

OSSIGENO 23 settembre 2021 – Giancarlo Siani, cronista del “Mattino” ucciso sotto la sua abitazione, a Napoli, il 23 settembre del 1985 (leggi), non è soltanto lotta alla camorra. L’opera “Giancarlo Siani. Il lavoro. Cronache del novecento industriale 1980-‘85”, Edizioni Iod, curata da Isaia Sales e presentata alla Camera dei Deputati nel giorno dell’anniversario dall’uccisione, con il Presidente Roberto Fico e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, ne delinea un ritratto quasi inedito, sconosciuto ai non addetti ai lavori. Grazie alla raccolta dei suoi stessi scritti, emerge un Giancarlo che coniuga alla lotta all’illegalità, l’impegno civile e la battaglia per i diritti.

GLI ARTICOLI – Ossigeno per l’informazione ha letto in anteprima due scritti. Il primo pubblicato su Il Mattino il 9 marzo del 1983 intitolato “Fabbriche in declino” e relativo alla crisi che aveva colpito tre grosse aziende del territorio campano, operanti nel settore dell’edilizia; il secondo, pubblicato su “Il lavoro nel Sud”, novembre – dicembre 1980, dal titolo “Lavoro, cultura e informazione”, legato ai problemi del sistema informativo e alla difficoltà dei mass media di comunicare a tutti.

“Giancarlo era attentissimo a quello che succedeva intorno a lui; se sostituissimo i nomi delle aziende del tempo con le aziende attualmente in crisi, quegli articoli potrebbero riportare la data dell’altro ieri – commenta Gianmario Siani, nipote di Giancarlo e presidente della Fondazione Giancarlo Siani Onlus, in un colloquio con Ossigeno per l’informazione -. Pubblicare questa raccolta significa per noi schierarci, decidere da che parte stare. Parlare di questi temi, di quei problemi antichi e sempre nuovi, significa analizzarne le cause e prendere coscienza che è proprio lì, in quelle difficoltà, in quei vuoti che si insinua la malavita. Oggi, in Italia, dopo la crisi scatenata dalla pandemia di Covid -19, sono arrivati i fondi del PNRR. Lo Stato ha garantito di vigilare affinché quei soldi vengano spesi con onestà, reprimendo ogni tentativo di infiltrazione criminale. Negli anni 80, al tempo in cui Giancarlo scriveva questi articoli, in Campania, c’era stato il terremoto. Anche in quel caso erano arrivati i fondi per la ricostruzione. La criminalità aveva compreso il grosso giro d’affari che ne poteva trarre. Iniziò la commistione tra politica e malavita. E Giancarlo lo aveva capito”.

I PROBLEMI DEL GIORNALISMO – Altrettanto lucide ed estremamente attuali sono le riflessioni di Giancarlo sulla libertà d’informazione e sui problemi del giornalismo. La condizione di precario vissuta da Giancarlo, lo accomuna ai tanti giornalisti che oggi, senza alcuna tutela, rischiano minacce e intimidazioni per svolgere con serietà e coraggio il proprio lavoro. “C’è un articolo del 1979 che non fa parte della raccolta e che si intitola ‘Da grande voglio fare il giornalista’; dal titolo sembrerebbe un temino per la scuola – ricorda con il sorriso Gianmario – ed è invece sconvolgente l’attualità dell’analisi sui problemi di accesso alla professione”.

CHI ERA GIANCARLO – La storia di Giancarlo Siani, la vicenda giudiziaria legata al suo omicidio e una ampia documentazione sulla sua attività sono raccolti da Ossigeno sul sito giornalistiuccisi.it, dove è possibile leggere il colloquio completo con Gianmario in occasione del 36esimo anniversario dall’uccisione del “giornalista-giornalista”. (Leggi)

RDM

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