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Indagini su Silvio Leoni. Il PM di Ancona ha prorogato termini e formulato altre accuse

Il giornalista del Secolo d’Italia è sotto inchiesta da ottobre 2019 per una telefonata al presidente della Corte d’assise di Bologna

Si allungano i tempi del procedimento giudiziario in corso ad Ancona a carico del giornalista Silvio Leoni, redattore del quotidiano romano Il Secolo d’Italia. Infatti il 3 giugno 2020 il Pm di Ancona, Irene Bilotta, ha chiesto la proroga dei termini per le indagini preliminari. Inoltre ha formulato a suo carico nuove gravi ipotesi di reato. Lo ha riferito il settimanale Panorama in un articolo che riepiloga i fatti (leggi).

Il 5 dicembre 2019, Ossigeno per l’Informazione ha manifestato solidarietà a questo giornalista (vedi) auspicando che sia messo in condizione di difendersi da accuse molto gravi che, allo stesso tempo, sembrano però platealmente infondate. Ossigeno ha anche segnalato un uso apparentemente ingiustificato dei mezzi giudiziari utilizzati per accertare le responsabilità di questo giornalista.

Silvio Leoni è un cronista giudiziario che segue da molti anni per il suo giornale le indagini sulla strage di Bologna. Dal 18 ottobre 2019 è indagato e ha subito il sequestro del telefono cellulare per una telefonata al magistrato di Bologna Michele Leoni che presiedeva la Corte d’Assise del capoluogo emiliano, che in quei giorni teneva udienze per giudicare, fra i responsabili della Strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria,  l’esponente dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) Gilberto Cavallini, che tre mesi dopo fu condannato all’ergastolo.

(leggi altri dettagli nella cronaca di Ossigeno)

ASP

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