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Indicarono la banca dei ‘servizi’. Processati e assolti. Non violarono il segreto di stato

Il fatto non costituisce reato, ha stabilito il Tribunale di Roma dopo 4 anni – I due giornalisti avevano subito perquisizioni e sequestri

OSSIGENO – 5 maggio 2021 – Il Tribunale di Roma ha stabilito che “il fatto non costituisce reato”. Con questa formula, il 22 aprile 2021, i giornalisti Francesco Bonazzi e Nicola Borzi sono stati assolti dall’accusa di rivelazione di segreto di Stato. Erano stati rinviati a giudizio a dicembre 2020 per aver riferito nei loro articoli che i servizi segreti italiani effettuavano operazioni bancarie presso la Banca Nuova, del gruppo Popolare di Vicenza.

Francesco Bonazzi, freelance, collaboratore del quotidiano La Verità, e Nicola Borzi, ex redattore del Sole 24 Ore e oggi cronista per Il Fatto Quotidiano, avevano pubblicato i loro articoli a distanza di un giorno l’uno dall’altro, rispettivamente il 15 novembre e il 16 novembre 2017.Dopo la pubblicazione subirono una perquisizione e il sequestro degli strumenti e archivi di lavoro. La polizia giudiziaria voleva scoprire così la fonte della notizia. (leggi)

Il 17 dicembre 2020, dopo che Nicola Borzi aveva diffuso sul suo profilo Facebook la notizia del processo, erano intervenuti anche alcuni senatori del M5S, presentando un’interpellanza al Presidente del Consiglio e al Ministro della Giustizia, con il quale chiedevano al Governo di verificare “l’eventuale presenza di un conflitto di interessi o di un’irregolarità nel procedimento in capo ai due giornalisti, rei solo di aver esercitato la propria professione”. (leggi)

NICOLA BONAZZI – “Il giorno della sentenza è stato un grande giorno per me e per il mio difensore, l”avvocato Valentina Rammella, che mi ha evitato fino la condanna da anni di carcere, mi ha fatto assolvere con formula piena, ‘perché il fatto non costituisce reato’. Perché fare il giornalista e condurre un’inchiesta in solitaria non è reato”, ha commentato Bonazzi, che ringrazia La Verità e il suo direttore e tutti i colleghi giornalisti che lo hanno sostenuto in questi anni.  RDM

 

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