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Minacciò Paolo Borrometi, 18 mesi di reclusione

Su Facebook  scrisse che gli avrebbe mangiato il cuore. Il cronista aveva svelato la sua attività irregolare al mercato ortofrutticolo di Vittoria 

Il 28 settembre 2018 il Tribunale di Ragusa ha condannato a scontare un anno e sei mesi di reclusione l’uomo che, nel 2015, attraverso Facebook, minacciò di morte il giornalista Paolo Borrometi scrivendo che gli avrebbe strappato il cuore, lo avrebbe messo in padella e l’avrebbe mangiato (vedi).

Il condannato è il boss Venerando Lauretta considerato dagli inquirenti, all’epoca delle minacce a Borrometi,  il ‘reggente del clan mafioso Carbonaro-Dominante di Vittoria (Ragusa). Alla base delle minacce c’erano alcuni articoli con cui Borrometi aveva rivelavato alcune irregolarità al mercato ortofrutticolo di Vittoria che avevano indotto le autorità ha bloccare l’attività commerciale che interessava Lauretta.

Adesso Venerando Lauretta è stato riconosciuto colpevole di minacce effettuate con l’aggravante del metodo mafioso. Dovrà versare un risarcimento alla vittima e alle parti civili (l’importo sarà determinato dal tribunale civile). Dovrà inoltre pagare le spese legali (1500 euro a ciascuna parte).

“Oggi penso che sia una bellissima giornata per la libertà di stampa”, ha commentato Borrometi ricordando che nei mesi scorsi sono già stati condannati altre persone legate alla criminalità mafiosa che lo avevano minacciato (Francesco De Carolis e di Giambattista Ventura). Ciò significa, ha detto, “che ne, ha aggiunto, è “un precedente importante e che costituisca la vera vittoria”.

Borrometi ha ringraziato gli agenti che lo scortano dal 2014 -la Procura distrettuale antimafia di Catania che, ha detto, “qualche mese fa ha scoperto e sventato l’attentato che stavano organizzando con una autobomba contro me e la mia scorta”.

“E’ un bel giorno per Borrometi, per l’informazione libera e per la legalità”, ha commentato l’on. Giulia Sarti, Presidente M5S della Commissione Giustizia della Camera.

ASP

 

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