Ingrandimenti

MPS. Tutte le ombre sulla morte di David Rossi analizzate in un libro-inchiesta

Questo intervento è stato pronunciato il 4 maggio alla Camera dei deputati alla presentazione del volume del giornalista Pierangelo Maurizio vedi

OSSIGENO 5 MAGGIO 2022 – Il libro del giornalista Pierangelo Maurizio “Una storia sbagliata – David Rossi & Mps, un mistero italiano” è il soggetto di un grande thriller, in cui la morte del manager della comunicazione della banca Monte dei Paschi di Siena, precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013 in circostanze mai chiarite, è raccontata in modo avvincente, dando conto dei tanti punti rimasti oscuri.

Il racconto autobiografico in prima persona dell’autore, ci permette di seguire passo passo le indagini di questo cronistaa curioso, scrupoloso, appassionato che si attiene strettamente alle regole del suo mestiere, che ragiona a voce alta esponendo i suoi dubbi, ripetendo più volte i ragionamenti che lo portano, di volta in volta, a conclusioni rivelatrici di errori, omissioni, strani passi indietro delle indagini sulla morte del manager, su un delitto che ha attirato l’attenzione di tutto il mondo anche perché ha avuto come sfondo la crisi di una grande banca.

Il nostro cronista ripete più di una volta i suoi ragionamenti, le sue constatazioni, l’analisi dei fatti e dei documenti, per convincere innanzitutto sé stesso di non aver capito male. Il libro mostra il quadro delle indagini come un grande puzzle, un mosaico in cui – inspiegabilmente, dopo otto anni – mancano ancora una metà delle tessere e alcune di quelle presenti non si incastrano bene, in cui alcune tessere importanti sono state trovate solo recentemente.

Il racconto di Pierangelo Maurizio rivela un grande candore del cronista, una sorta di ingenuità plateale che aiuta il lettore a capire.

Questo atteggiamento ci ricorda quello del Candido di Voltaire, una persona semplice e ottimista che di fronte a fatti enormi e sorprendenti, sempre più scandalosi di cui viene a conoscenza, non smette mai di stupirsi e di indignarsi.

Candido ci piace perché osserva e ragiona, senza fare mai deduzioni tali da superare la logica spicciola, quella logica che fa esaminare i singoli fatti senza collegarli fra loro con spiegazioni complesse o teorie complottiste o di altro genere non suffragate da prove. Immaginare e fare questi collegamenti non è compito del cronista, ma di altri.

Il nostro narratore ha anche un altro merito: rifiuta il sensazionalismo e tace sulle sofferenze e le angosce personali che ha dovuto affrontate per raccogliere e diffondere queste informazioni rifiutando condizionamenti palesi e espliciti da parte chi ha interesse lasciare il mistero irrisolto.

Ossigeno per l’Informazione, il nostro osservatorio sulle intimidazioni ai giornalisti sa bene che non soltanto Pierangelo Maurizio, ma anche altri cronisti che hanno cercato di svelare il mistero di questa morte sbagliata hanno subito pressioni, intimidazioni, querele e cause infondate per diffamazione, come avviene da tempo in questo paese a moltissimi altri giornalisti che cercano la verità.

Dopo aver letto questo libro, si può fare questa considerazione sulla morte ancora misteriosa, troppo misteriosa, di David Rossi: cancellare le tracce di un delitto, depistare le indagini, omettere interventi dovuti, celare testimonianze e documenti, tutto ciò caratterizza i crimini della grande criminalità organizzata, delle mafie e dei poteri che operano in modo occulto per coprire interessi e affari inconfessabili.

In questa vicenda l giornalismo ha fatto la sua parte, grazie a Pierangelo Maurizio e a suoi valorosi colleghi come Antonino Monteleone.

Chi ha oggi il potere, la forza e la volontà necessari per andare più avanti, per alzare il sipario e svelare la vera scena di questa storia sbagliata? Speriamo che possa farlo la politica, il Parlamento, la Commissione parlamentare di inchiesta che è al lavoro, valorizzando il grande lavoro che ha fatto Pierangelo Maurizio per rimettere insieme tutti i pezzi di questa storia. ASP

 

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