Napoli. Condannato figlio boss. Diffamò Bocchetti, direttore di Terranostranews
Al giornalista Ossigeno ha concesso un bonus per aiutarlo nelle spese legali
OSSIGENO 8 luglio 2026 – Nel 2017 con alcuni post intimidatori sui social insultò e offese il giornalista Fernando Bocchetti di Marano (Napoli), direttore responsabile della testata online TerranostraNews. Il giornalista reagì querelando l’autore dei commenti, figlio di un noto boss della zona. Adesso a nove anni dai fatti l’autore dei post è stato condannato per il reato di diffamazione aggravata dalla Corte di Appello di Napoli (IV Sezione Penale). I giudici hanno confermato la sentenza di condanna già pronunciata in primo grado, contro la quale il condannato si era appellato. Lo Sportello legale di Ossigeno, sostenuto dalla ong londinese Media Defence, cha deciso di concedere a Fernando Bocchetti un bonus in denaro per aiutarlo nelle spese legali che ha dovuto sostenere, come già fatto in occasione di un altro processo (vedi)
I FATTI – Il figlio di un noto boss, si era lasciato andare a messaggi di scherno e commenti molto pesanti su Bocchetti, che è il direttore della testata online TerranostraNews ed è uno storico corrispondente de Il Mattino di Napoli. Molto conosciuto nell’area a nord del capoluogo partenopeo per la sua attività giornalistica e per l’attenzione dedicata alle vicende del territorio, i suoi articoli non erano stati graditi dal giovane, che lo aveva additato al pubblico ludibrio come un “pagliaccio”, “cerebroleso” a cui non bisognava dare retta né credito. Il giornalista lo aveva querelato e, assistito dall’avvocato Claudia Ciaravolo, si era costituito parte civile nel procedimento che ne era seguito.
LA SENTENZA – In parziale riforma della decisione di primo grado, i giudici hanno concesso all’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena, confermando integralmente la condanna nel resto. La Corte ha inoltre disposto il pagamento delle spese processuali del secondo grado di giudizio, liquidate in 1.500 euro oltre IVA e CPA, fissando in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni. La sentenza ha confermato anche la condanna al pagamento delle spese sostenute dalla parte civile e al risarcimento dei danni subiti dalla persona offesa, che saranno quantificati in separata sede civile.
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LT


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