Assistenza Legale

Ossigeno assiste anche in appello i 2 cronisti rapinati al Cimitero del Verano

Federico Marconi e Paolo Marchetti furono aggrediti il 7 gennaio 2019. Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli condannati in primo grado per il reato di rapina

OSSIGENO 18 Novembre 2021 – L’Ufficio di Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno per l’informazione (vedi), in collaborazione con Media Defence, assisterà, anche nel processo d’appello, i cronisti Federico Marconi e Paolo Marchetti, che si sono costituiti parte civile contro Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli, condannati in primo grado per i reati di rapina e lesioni ai loro danni, consumati il 7 gennaio 2019 al Cimitero del Verano di Roma.

L’avv. Andrea di Pietro assumerà la difesa, come nel primo grado di giudizio.

IN TRIBUNALE – Il 6 luglio 2020, il Tribunale di Roma ha condannato Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli alla pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione (leggi) e al risarcimento del danno in favore delle parti civili. La sottrazione temporanea delle loro attrezzature di ripresa video e di ciò che era stato filmato è stato punito come un episodio di rapina. Vincenzo Nardulli è altresì imputato, in un separato processo, del reato di calunnia che avrebbe commesso contro i due cronisti de l’Espresso accusandoli ingiustamente di averlo calunniato in occasione della denuncia per i fatti del Verano. Anche in questo processo Marconi e Marchetti sono difesi dai legali di Ossigeno per l’Informazione.

PARTE CIVILE – L’Osservatorio Ossigeno si è costituito parte civile in primo grado nel processo per rapina in quanto l’aggressione del Verano ha leso il diritto di esercitare liberamente il diritto di informazione e di espressione che questa associazione senza fini di lucro, per statuto, è impegnata a difendere in ogni sede, tanto più di fronte alle azioni violente che sempre più spesso vengono poste in essere con l’unico fine di limitare o impedire l’attività giornalistica.

I FATTI – Quel 7 gennaio 2019 Federico Marconi e Paolo Marchetti erano andati a Verano su incarico del settimanale L’Espresso, per documentare con foto e video lo svolgimento della celebrazione del quarantunesimo anniversario della strage di Acca Larentia organizzata presso il Cimitero monumentale della capitale.

FEDERICO MARCONI ha dichiarato a Ossigeno: “Non è facile essere giornalisti freelance nel nostro paese, anche quando si è vittime di un’aggressione nel corso del proprio lavoro. Grazie a Ossigeno per l’informazione non mi sono mai sentito solo nel corso di una vicenda lunga e difficile. Il supporto dell’avvocato Andrea Di Pietro, con i suoi consigli e la sua competenza, mi ha permesso di affrontare con serenità il processo di primo grado, e mi riempie di gioia sapere che continuerà a essere al fianco di Paolo e mio anche per l’appello”.

PAOLO MARCHETTI ha commentato: “Condurre una lotta per una giusta causa è sempre motivo di orgoglio e va sempre oltre la semplice scelta morale, è una condizione necessaria, ma sapere di non essere soli in questo percorso è un privilegio non scontato, è un dono che si riceve, è una mano tesa col sorriso che ho afferrato la prima volta e che continua ad essere li a sostenere non soltanto il mio percorso ma quello di tutti noi cittadini. Grazie ad Ossigeno per la tenacia e l’enorme competenza”.

Vuoti legislativi e proposte dell’Ufficio Assistenza Legale

L’Ufficio di Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno per l’informazione in 6 anni ha aiutato circa 60 giornalisti italiani a difendersi in giudizio (leggi) grazie al sostegno di  Media Defence, un’associazione senza fini di lucro con sede a Londra.

L’attività di monitoraggio svolta da Ossigeno comprende la costante analisi dell’adeguatezza della legislazione vigente al fine di impedire l’impunità per i reati contro i giornalisti, che è molto estesa (oltre il 90%).

Quest’anno, assieme all’Associazione Stampa Romana, Ossigeno ha elaborato e proposto una nuova norma incriminatrice contro chiunque ostacoli deliberatamente l’attività giornalistica, una nuova norma da inserire nel Codice penale. Se fosse approvata dal Parlamento, essa costituirebbe un valido deterrente contro numerosi comportamenti attualmente non perseguibili o puniti senza la dovuta severità: infatti farebbe scattare pene molto severe ed effettive a punizione dei fatti violenti e degli abusi commessi contro i giornalisti. La proposta è stata condivisa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, su proposta del suo stesso Presidente, Carlo Verna. Ma non è ancora oggetto di attenzione parlamentare.

Questo processo di appello, riproponendo i gravi fatti del 7 gennaio 2019, darà l’occasione per ricordare ancora una volta al nostro parlamento e al nostro governo che tuttora un vuoto legislativo impedisce di perseguire molte gravi violazioni della libertà di stampa e del diritto di essere informati. ASP

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