Violazioni verificate

Parentopoli Bari. Archiviata querela a 4 giornalisti

Massimiliano Scagliarini (Gazzetta del Mezzogiorno) e Giuliano Foschini (Repubblica Bari) erano stati querelati da un docente per tre articoli in cui criticavano l’assegnazione delle cattedre

Il 24 gennaio 2020 il tribunale di Bari ha archiviato una querela per diffamazione nei confronti dei giornalisti Massimiliano Scagliarini e Giuliano Foschini, rispettivamente redattori de La Gazzetta del Mezzogiorno e di Repubblica , e nei confronti di Giuseppe de Tommaso ed Ezio Mauro, che in qualità di direttori responsabili dei due quotidiani erano accusati di omesso controllo.

I giornalisti erano stati querelati il 7 novembre 2014 dall’ex direttore del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, professor Massimo De Rienzo. Il professore contesta il contenuto di tre articoli, due pubblicati dalla Gazzetta del Mezzogiorno, il 29 ottobre e il primo novembre 2014, a firma di Scagliarini, e uno pubblicato sul quotidiano La Repubblica edizione di Bari il 30 ottobre 2014, firmato da Foschini.

In questi articoli i giornalisti criticano la gestione del’Ateneo di Bari, per quanto riguarda l’assegnazione delle cattedre, e parlano di un presunto favoritismo dei parenti (definito “parentepoli”) presso l’Ateneo, dove insegnavano coppie sposate. Nello specifico i giornalisti raccontavano l’andamento di un concorso per l’assunzione di professori associati e del rischio di reclutare dei familiari, agendo in contrasto con il codice etico dell’Ateneo e la legge.

Gli articoli contestati rientravano in un più ampio filone di indagine giornalistica sull’assegnazione delle cattedre presso l’Ateneo: i cronisti avevano raccontato episodi che riguardavano non soltanto il prof Di Rienzo e sua moglie Francesca Vessia, ma anche altre coppie.

Nel 2017 il Tribunale, infatti, aveva già archiviato la querela presentata da altri due professori dell’Università di Bari, nei confronti di Scagliarini e dell’allora direttore del quotidiano Giuseppe De Tommaso. Quei docenti avevano accusato i giornalisti di diffamazione in relazione agli gli stessi articoli contestati dal professor Di Rienzo.
Ossigeno si era già occupato della vicenda.

Anche per la querela del prof Di Rienzo, il giudice ha ora stabilito che quegli articoli rispettano i limiti del diritto di critica e che, sebbene il testo contenga alcune imprecisioni, esse non alterano “il significato dello scritto giornalistico”. Inoltre il giudice ha sottolineato che a lamentare il reato di diffamazione, semmai avrebbe dovuto essere la professoressa Vessia e non suo marito. Il Pm aveva già proposto l’archiviazione, ma il professore Di Rienzo si era opposto. Scagliarini è stato assistito dall’avvocato Nino Castellaneta del foro di Bari.

RDM

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