Editoriale

Perché Ossigeno ha messo piede alla Casa del Jazz

Per valorizzare il profilo sociale di questo bene confiscato e il grande monumento alle vittime innocenti delle mafie che ospita

Alcuni articoli pubblicati il 23 e il 24 giugno 2019 hanno stigmatizzato in tono scandalizzato il fatto che Ossigeno per l’Informazione svolga una parte delle sua attività utilizzando alcuni locali della “Casa del Jazz” e che si trovi ancora lì nonostante il contratto che gli ha concesso l’uso di quei locali sia scaduto nel 2017.

Vogliamo rassicurare tutti: Ossigeno non occupa abusivamente né senza ragione quei locali e la situazione contrattuale che si è creata non ha cancellato gli impegni sottoscritti quando sono stati concessi quei locali né il programma per attuarli. Il ritardo nel rinnovo contrattuale, stando a quanto ci è stato detto, deriva soltanto da complicazioni burocratiche estranee alla nostra competenza.

Non siamo all’interno di questa struttura a dispetto o insaputa di chi la amministra né immotivatamente. Utilizziamo fin dal 2014 due piccole stanze al piano terra della Foresteria per svolgere alcune attività sociali, tutte senza fini di lucro, strettamente connesse alla natura giuridica di questo immobile, che è un bene confiscato alla criminalità organizzata e anche il luogo che ospita il più importante monumento eretto in Italia alla memoria delle vittime innocenti delle mafie: la nostra missione consiste essenzialmente nel creare le condizioni per fare conoscere sempre meglio questo bellissimo parco e i suoi edifici anche sotto questo profilo poco conosciuti: come la dimostrazione concreta del potere legale di prendere possesso dei beni di provenienza illecita e di darli ai cittadini attraverso la destinazione pubblica e l’uso sociale.

Fin dall’inizio, la nostra presenza all’interno della Casa del Jazz è stata concepita proprio allo scopo di valorizzare questo profilo, esaltandone la funzione simbolica ed educativa, rendendo questo parco il più conosciuto e importante monumento italiano alla memoria delle vittime innocenti delle mafie, facendone il simbolo della capacità dello Stato di restituire ai cittadini i beni di provenienza illecita sottratti alle mafie. Sono prova di tutto ciò gli impegni elencati in quel contratto, del quale sollecitiamo ancora una volta il rinnovo. 

Gli impegni da noi sottoscritti, che intendiamo onorare, fanno perno sull’esistenza all’interno della Casa del Jazz della grande lapide con i nomi di 900 vittime innocenti delle mafie. Accanto a quella lapide, il 3 maggio 2017, Ossigeno ha posto – in una cerimonia ufficiale – la prima pietra di questo grande progetto. Lo ha fatto affiggendo il suo Pannello in Memoria dei 28 giornalisti italiani uccisi a causa del loro lavoro, realizzando così in quel luogo un unicum che merita di essere valorizzato ancora meglio a fini educativi, come prevede il nostro programma. 

All’inizio siamo stati ospiti dell’Associazione Libera. Poi, con il consenso del Comune, siamo subentrati a Libera nel contratto di affidamento a titolo gratuito degli stessi locali. Questo contratto è scaduto a fine 2017 e non è stato ancora rinnovato, nonostante le ripetute richieste da noi avanzate prima e dopo la scadenza. E’ scaduto perché la società che amministrava l’immobile ha restituito la delega al Comune di Roma, che ci ha chiesto di pazientare per il rinnovo dell’incarico, adducendo problemi amministrativi in via di soluzione, comunque non dipendenti da noi né riferibili a noi. Allo stesso tempo ci ha consentito di proseguire la nostra attività in quei locali. 

Perciò continuiamo a stare alla Casa del Jazz, a utilizzare le nostre stanzette, ritirando ogni giorno le chiavi dalla portineria, riconsegnandole a fine giornata, e pagando ogni mese le utenze che ci competono. 

La nostra attività si è svolta sempre alla luce del sole e siamo certi che tutti se ne renderanno conto. ASP

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