Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

“Polizia chiese di non filmare la manifestazione per problemi di ordine pubblico”

Lo riferisce il giornalista Gabriele Majo – Ossigeno: occorre un codice di condotta condiviso da cronisti e forze ordine

OSSIGENO 10 ottobre 2026 – Il giornalista Gabriele Majo, direttore del notiziario online stadiotardini.it, ha denunciato pubblicamente il fatto che il 22 luglio 2026 su richiesta pressante degli agenti della Digos in servizio di ordine pubblico ha dovuto interrompere la diretta streaming di una manifestazione di protesta in corso a Parma per chiedere giustizia per la morte di Fakir Abderrahim, il 42enne morto a Bologna tre giorni prima.

Il giornalista ha sottolineato che prima dell’inzio della manifestazione aveva segnalato la sua presenza agli organizzatori. Per un’ora la diretta streaming è andata in rete senza problemi, con oltre 18.000 visualizzazioni, poi è intervenuta la Digos, su richiesta di un manifestante. Gli agenti gli hanno ‘consigliato’ di andare via per evitare problemi di ordine pubblico ed egli ha ritenuto opportuno accettare la richiesta.

Il giornalista ha raccontato a Ossigeno: “La Polizia ha attuato una sorta di ‘moral suasion’ nei miei confronti, chiedendomi di allontanarmi da lì. Dopo un po’ di resistenza, ho accettato, per quieto vivere. Peccato, tuttavia, che fossi nel pieno esercizio del mio dovere-diritto di cronaca, tutelato dall’Art. 21 della Costituzione…”.

La prima richiesta di interrompere le riprese, ha precisato, gli è stata fatta da uno dei manifestanti. “Dopo il mio netto rifiuto, questa persona ha chiamato in aiuto il dirigente della polizia, al quale io ho fatto presente che stavo facendo riprese di un evento pubblico dal suolo pubblico.

OSSIGENO ha espresso solidarietà a Gabriele Majo per il trattamento ingiusto che gli è stato riservato mentre esercitava correttamente il diritto di cronaca. Solidarietà gli è stata espressa anche dall’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna, dall’ASER (Associazione stampa Emilia Romagna) e dalla FNSI.

“Questo episodio – ha commentato il presidente di Ossigeno, Alberto Spampinato – conferma ancora una volta che in Italia è necessario ricordare quali sono i comportamenti corretti dei giornalisti e degli agenti di polizia in servizio di ordine pubblico. Occorre chiarirli pubblicamente, occorre elabora codici di comportamento condivisi e percorsi di formazione congiunta, come si fa in altri paesi, per chiarire i rispettivi doveri. E’ proprio necessario ribadire che in una società democratica è sempre doveroso assicurare l’ordine pubblico senza sospendere diritti fondamentali come la libertà di stampa e di espressione”. LT

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