Presunzione innocenza e rischi per la libertà di informazione. Allarmi da Odg e ASR

Il presidente dell’Odg Carlo Bartoli ha chiesto a governo e magistratura  di limitare la discrezionalità dei procuratori nella diffusione delle informazioni

OSSIGENO 26 gennaio 2022  – Il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli ha sollecitato la magistratura ad unirsi alla richiesta rivolta dai giornalisti alla ministra della Giustizia Marta Cartabia “per limitare al minimo la discrezionalità dei Procuratori nella diffusione delle informazioni alla pubblica opinione ed evitare il rischio di pericolose “censure” su temi di estrema delicatezza e di rilevante interesse pubblico”, in attesa che siano apportate modifiche al decreto legislativo sulla presunzione d’innocenza dei coinvolti in procedimenti penali (leggi il testo del decreto in vigore dal 14 dicembre 2021).

Il 20 dicembre 2021 Carlo Bartoli ha avanzato questa richiesta con  una lettera (leggi) inviata al vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura e al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, auspicando un loro intervento urgente. Il rischio da evitare è che possa calare il silenzio su inchieste importanti, magari proprio su quelle a carico di personaggi in vista, fatti di cui l’opinione pubblica ha diritto di essere informata per l’incidenza sul tessuto sociale e politico del Paese. “A seguito dell’entrata in vigore del decreto sulla presunzione d’innocenza è necessaria la definizione di linee guida nazionali, chiare e trasparenti, per garantire il diritto dei cittadini di essere compiutamente informati in relazione ai procedimenti penali”, ha scritto Carlo Bartoli.

RISCHIO “BAVAGLIO” – Il presidente dell’Odg ha condiviso l’obiettivo di assicurare “il diritto della persona sottoposta a indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili”, ma ha anche evidenziato perplessità e preoccupazioni dei giornalisti per un provvedimento che concentra nelle mani di una sola persona, il procuratore della Repubblica, la possibilità di scegliere quali notizie l’opinione pubblica possa conoscere e quali no, senza alcun controllo o bilanciamento di sorta, con il rischio di pericolosi “bavagli”.

Anche l’Associazione Stampa Romana ha chiesto garanzie alla magistratura e ha ricevuto impegni a collaborare da parte  della Procura Generale di Roma (vedi) e della Procura della Repubblica di Latina (leggi).

Il magistrato Stefano Latorre, segretario nazionale di Unicost, con un commento su Huffpost ha manifestato dubbi sulla reale efficacia del provvedimento circa la salvaguardia degli imputati, affermando che la normativa è in netto contrasto con il diritto-dovere della stampa di informare sui fatti gravi. LT

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