Querele. Lo Sportello Legale Ossigeno aiuta il giornalista Francesco Pesante

OSSIGENO 9 luglio 2026 – Lo Sportello Legale Gratuito di Ossigeno vedi, che opera in collaborazione con Media Defence, ha concesso al giornalista Francesco Pesante di Foggia un contributo in denaro per contribuire alle spese legali di un procedimento in cui è stato accusato di diffamazione a mezzo stampa (leggi Ossigeno). Francesco Pesante racconta la sua vicenda in questo testo scritto per Ossigeno.

Sono Francesco Pesante, giornalista e direttore della testata web l’Immediato, con sede a Foggia.

Desidero condividere con “Ossigeno per l’Informazione” l’esito di un procedimento giudiziario che rappresenta per me un importante riconoscimento del diritto di cronaca e del lavoro svolto in questi anni. Forse il più importante in tutti questi anni perché arrivato in secondo grado.

Il 29 maggio 2026 la Corte d’Appello di Bari ha riformato integralmente la sentenza di primo grado che mi aveva condannato per diffamazione in relazione a un articolo pubblicato nel 2017, assolvendo con la formula piena “perché il fatto non sussiste” e revocando anche tutte le statuizioni civili.

La vicenda nasceva da un articolo con cui avevo raccontato un’inchiesta giudiziaria riguardante presunte minacce denunciate dall’allora sindaco di Mattinata (Comune poi sciolto per mafia nel 2018) nei confronti di un funzionario della Polizia di Stato. Il mio lavoro si limitava a ricostruire fatti di interesse pubblico sulla base degli atti giudiziari allora disponibili, riportando fedelmente le contestazioni formulate dagli inquirenti e gli sviluppi dell’indagine.

Nonostante ciò, ero stato condannato in primo grado. Ho scelto di impugnare quella decisione perché convinto di aver esercitato correttamente il diritto di cronaca, nel rispetto delle regole deontologiche della professione giornalistica.

La decisione della Corte d’Appello rappresenta per me molto più della conclusione favorevole di un processo. È la conferma che raccontare fatti documentati, fondati su atti giudiziari e di evidente interesse pubblico non può trasformarsi in una responsabilità penale del giornalista.

Da anni mi occupo di criminalità organizzata e di infiltrazioni mafiose nella provincia di Foggia, uno dei territori più complessi del Paese. Un lavoro che mi ha esposto nel tempo a numerose querele e procedimenti giudiziari, con inevitabili costi economici e personali che incidono in modo particolare su una testata indipendente di provincia come quella che dirigo.

Per questo considero fondamentale il lavoro svolto da Ossigeno per l’Informazione, che continua a dare voce ai giornalisti coinvolti in azioni giudiziarie legate all’esercizio della professione e a monitorare le forme di pressione che possono limitare la libertà di stampa.

Questa assoluzione rafforza la convinzione che il giornalismo debba poter continuare a svolgere la propria funzione di controllo democratico, soprattutto in territori difficili come la Capitanata, dove raccontare la criminalità organizzata e i rapporti tra mafia, politica e istituzioni richiede rigore, responsabilità e, spesso, anche la disponibilità ad affrontare lunghi percorsi giudiziari.

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