Raccomandazione del Consiglio Europa per impedire la “cattura dei media”
Riguarda anche leggi sulla diffamazione, trasparenza delle proprietà editoriali, indipendenza dei media del servizio pubblico
OSSIGENO 5 ottobre 2026 – L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) riunita a Strasburgo, il 3o settembre 2026 ha adottato, con 103 voti favorevoli su 109, una risoluzione e una raccomandazione per porre fine nei paesi membri alle «crescenti minacce al pluralismo e all’indipendenza dei media». I documenti sono stati approvato dopo l’intervento di Valentina Grippo (deputata italiana di Azione, che in Europa fa parte dell’Alleanza dei Democratici e Liberali ALDE), relatrice generale della Assemblea sul tema della libertà dei media e la sicurezza dei giornalisti.
Durante la sessione I membri provenienti da tutta Europa hanno descritto casi concreti di pressioni esercitate su giornalisti e redazioni.
«La libertà di stampa in Europa si trova a un punto di svolta, e non solo nei paesi in guerra o sotto regimi autoritari. Anche nelle democrazie – ha affermato l’on Valentina Grippo – i media vengono messi a tacere senza censura: vengono comprati, condizionati attraverso la pubblicità statale, acquisiti tramite l’emittenza pubblica».
La relazione, redatta nel corso di due anni di audizioni e incontri con associazioni di giornalisti in tutta Europa, cita la Russia, l’Ungheria e la Turchia come esempi di spicco di «media capture» e rileva che il modello ungherese viene replicato altrove, tra cui in Polonia e nella Repubblica Slovacca. L’autorità di regolamentazione delle trasmissioni turca ha revocato la licenza all’emittente indipendente Açık Radyo dopo che un ospite aveva fatto riferimento alla commemorazione del genocidio armeno.
Queste conclusioni hanno suscitato un intervento in dissenso della parlamentare turca Zeynep Yıldız, allegata al rapporto.
La risoluzione invita i 46 Stati membri a:
- rendere pubblica la titolarità effettiva dei media, attraverso registri accessibili;
- garantire autorità di regolamentazione e media di servizio pubblico indipendenti dal potere politico;
- assegnare in modo trasparente la pubblicità statale e il sostegno pubblico, anche per salvaguardare l’informazione locale;
- abrogare o modificare le leggi utilizzate per intimidire i giornalisti, tra cui quelle sulla diffamazione penale e le disposizioni eccessivamente generiche relative alle “fake news” e ai “segreti di Stato”, e attuare la Raccomandazione del Consiglio d’Europa contro le SLAPP;
- proteggere le giornaliste, che sono prese di mira in modo sproporzionato;
- garantire la visibilità dei media di interesse pubblico online e una remunerazione equa quando i sistemi di intelligenza artificiale utilizzano contenuti giornalistici.
«Queste garanzie devono applicarsi in tutti i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa», ha concluso Grippo. «Il futuro della democrazia è nelle mani di tutti noi: maggiore trasparenza e maggiore pluralismo sono la chiave di volta».
La risoluzione accoglie con favore l’«European Media Freedom Act» dell’UE come un passo nella giusta direzione, ma sottolinea che i paesi non membri dell’UE non beneficiano della sua protezione. Nella raccomandazione, l’Assemblea chiede al Comitato dei Ministri di creare una banca dati paneuropea, gratuita e pubblica, sulla proprietà dei media. ASP
LINK UTILI
Relazione dell’on Grippo, Doc. 16468
Risoluzione 2675 (2026)
Raccomandazione 2313 (2026)
Notizie dell’APCE sull’adozione della raccomandazione


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