Reggio Emilia. Tre giornalisti esclusi da convegno di Confindustria sul riarmo
Ammessi invece i cronisti di altre testate – Inaccettabile, dice il sindacato – Presentato un esposto all’Odg Emilia Romagna
OSSIGENO 1 luglio 2026 – Linda Maggiori (Indipendente e Altreconomia), Flavio Novara (Askanews) e Cosimo Pederzoli (Left), tre giornalisti che, seguendo le procedure previste, si erano accreditati per seguire i lavori di un convegno sul riarmo e l’industria degli armamenti, organizzato da Unindustria e Leonardo il 12 giugno scorso a Reggio Emilia, hanno dovuto lasciare la sede del convegno su perentoria richiesta degli organizzatori. Ai tre giornalisti è stata negata la possibilità di avvicinarsi ai relatori per intervistarli. Il sindacato dei giornalisti dell’Emilia Romagna (ASER) ha definito inaccettabile il trattamento riservato ai tre cronisti.
La direzione di Confindustria ha giustificato l’allontanamento definendo l’incontro una riunione privata. I giornalisti hanno protestato contestando questa versione dei fatti e hanno segnalato che i cronisti di altre testate giornalistiche sono stati ammessi e il giorno successivo hanno pubblicato articoli sui lavori e interviste esclusive con i vertici di Leonardo e di altre aziende del settore.
Il convegno, intitolato “Aeronautica, Difesa, Aerospace: perimetro e regole del gioco”, era dedicato ai temi del riarmo e delle nuove direzioni produttive militari, in particolare della conversione bellica dell’industria civile.
LA PROTESTA – Linda Maggiori e Flavio Novara hanno presentato un esposto formale all’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna per discriminazione, violazione del diritto di cronaca e impedimento del libero esercizio della loro professione.
L’Associazione della Stampa Emilia-Romagna ha trovato “inaccettabile che un incontro dove si parla di commesse militari, investimenti pesanti e futuro industriale del territorio venga blindato, scegliendo a chi concedere il diritto di parola e a chi no. Dividere i giornalisti tra “graditi” – a cui è permesso l’accesso per fare la cronaca istituzionale – e “scomodi” – lasciati fuori sul marciapiede perché magari intenzionati a fare domande più spinose – è un insulto al pluralismo e al diritto di cronaca”. L’Aser ha sottolineato che la libertà di cronaca non si decide a porte chiuse, perché: “l’articolo 21 della Costituzione vale sempre, non solo quando fa comodo. Parliamo di argomenti che toccano da vicino la sensibilità etica e sociale delle persone, e parliamo di Leonardo, un colosso che è controllato dallo Stato, quindi dai cittadini. La trasparenza non può essere un optional o una concessione privata di Confindustria”. LT


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