Libertà di stampa

Reportage CPJ sui giornalisti sotto scorta

Cinque intervistati – Focus su come e quanto la protezione delle forze dell’ordine condiziona la loro vita e il loro lavoro di inchiesta

Il 10 ottobre 2019 il Comitato per la Protezione dei Giornalisti di New York vedi ha pubblicato un interessante reportage dal titolo ‘I was the first to lose my freedom’: How police protection impacts Italy’s investigative reporters” (“Ho perso la libertà prima dei miei aggressori”. Quale impatto ha la protezione della polizia sui giornalisti d’inchiesta).  Leggi il reportage

L’autore è il giornalista Attila Mong, corrispondente da Berlino per l’area europea, che riporta dichiarazioni di cinque giornalisti italiani sotto scorta (Lirio Abbate, Michele Albanese, Federica Angeli, Paolo Berizzi e Giovanni Tizian) e di Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per L’informazione. Riferisce inoltre le dichiarazioni rilasciate dall’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini, mentre era in carica, che annunciavano l’intenzione di togliere la scorta a Roberto Saviano. 

L’articolo rimanda come background al Rapporto di Ossigeno dal titolo “Molta mafia, poche notizie” realizzato con una fact-finding mission dell’European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF) di Lipsia.

Tutti gli intervistati affermano che l’assegnazione della scorta li protegge efficacemente ma allo stesso tempo limita la possibilità di raccogliere informazioni  di prima mano, sul campo, in modo riservato.

“La perdita della libertà quotidiana e il desiderio di tornare alla vita normale – scrive Attila Mong – sono  ciò che avvertono tutti i giornalisti che ho incontrato, ma un onere più pesante influisce sulla loro vita professionale”. ASP

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