Memoria

Reportage di guerra. I riconoscimenti in memoria di Antonio Russo

A Francavilla a Mare la decima edizione del premio di giornalismo in memoria dell’inviato di Radio Radicale ucciso in Georgia nel 2000

OSSIGENO 4 novembre 2022 – In memoria di Antonio Russo, l’inviato di Radio Radicale torturato e ucciso in Georgia nel 2000, sono stati premiati Alfredo Bosco, fotoreporter freelence impegnato in Ucraina (fotografia); Nico Piro, inviato della redazione esteri TG3 con una lunga esperienza in Afghanistan (televisione); Jacopo Ottenga, giornalista freelance di Ortona (Chieti) autore del podcast sull’uccisione di Russo intitolato “La congiura del silenzio” (podcast); Francesco Semprini, giornalista della Stampa, inviato di guerra in Ucraina (carta stampata). Un premio alla memoria è stato conferito a Andrea “Andy” Rocchelli, fotoreporter freelance ucciso in Donbass nel 2014 da un colpo di mortaio sparato dall’esercito ucraino, mentre documentava le condizioni dei civili coinvolti nel conflitto fra ucraini e separatisti filorussi; è stato ritirato dal padre Rino.

La cerimonia per la decima edizione del Premio giornalistico nazionale “Antonio Russo” dedicato ai reportage di guerra vedi si è tenuta il 29 ottobre 2022 nella città natale del giornalista, a Francavilla al Mare (Cheti). Il premio è stato preceduto da un incontro rivolto alle scuole cittadine e dal panel “La narrazione della guerra all’epoca di internet” con Stefano Pallotta e Simone Gambacorta, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo.
I premi sono stati scelti dalla giuria composta da Toni Capuozzo (Mediaset), Fausto Biloslavo (Il Foglio), Gabriella Simoni (Studio Aperto), Guido Alferj (Il Messaggero), Simone Gambacorta (Vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo). 

IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE – “Il premio vuole tenere vivi i valori professionali e umani che l’inviato di Radio Radicale incarnava, come l’onestà intellettuale e la ricerca della verità” – dice in un colloquio con Ossigeno Michele Russo, cugino del giornalista e presidente della Fondazione a lui dedicata– “Quando è venuta a mancare la mamma di Antonio, Beatrice, la tradizione del premio, istituito nel 2002, si è interrotta. Finalmente quest’anno siamo riusciti a ripartire con l’intenzione di proseguire annualmente con una manifestazione che attraverso l’assegnazione dei riconoscimenti rifletta sull’evoluzione della professione dei reporter di guerra e sensibilizzi l’opinione pubblica sul problema della tutela dei diritti umani troppo spesso violati nelle zone di crisi”.

“Come per Antonio Russo restano impuniti la maggior parte dei crimini contro i giornalisti impegnati a documentare verità difficili da scovare, mettendo a repentaglio la loro vita,” – sottolinea in riferimento al 2 novembre, giornata internazionale per mettere fine all’impunità per i reati contro i giornalisti – “Queste iniziative, come la nostra e quelle di Ossigeno che svolge un lavoro encomiabile di attenzione su questo tema delicato, vanno a toccare la carne viva del nostro Paese”.

È possibile rivedere la premiazione su Radio Radicale a questo link. GPA  

 


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