Aggiornamenti

Roma. Due arrestati per l’aggressione al Cimitero del Verano

Ai domiciliari Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli, esponenti di destra che il 7 gennaio 2019 di scagliarono contro cronista e fotografo dell’Espresso

Il 28 marzo 2019, su ordine del Gip della Procura di Roma, la Digos (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della Polizia di Stato) ha disposto gli arresti domiciliari, per rapina aggravata e lesioni aggravate, di due esponenti dei movimenti di estrema destra romani: Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli. Sono accusati dell’aggressione al cronista Federico Marconi e al fotografo Paolo Marchetti del settimanale l’Espresso, avvenuta il 7 gennaio 2019 al Cimitero del Verano di Roma. Vedi

Quel giorno i due cronisti furono accerchiati, aggrediti e minacciati di morte da un gruppo di manifestanti radunati per celebrare l’anniversario dei morti di Acca Larentia. Le indagini, condotte dalla Digos, hanno accertato che tra gli aggressori c’erano Castellino, leader romano di Forza Nuova, e Nardulli, esponente di spicco di Avanguardia Nazionale, che all’epoca dell’aggressione era anche sottoposto a un regime di sorveglianza speciale.

Per il Giudice delle indagini preliminari i due potrebbero reiterare i reati contestati. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Eugenio Albamonte, i giornalisti furono aggrediti perché avevano effettuato videoriprese del raduno senza avere il consenso dei partecipanti. Accerchiati separatamente, uno fu picchiato con violenza, l’altro minacciato di morte e poi colpito con calci e pugni e gli fu sottratto il documento di identità per conoscerne le generalità. L’intento degli aggressori, secondo il pm, era quello di impossessarsi del materiale registrato.

RED

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.