Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Violazioni verificate

Roma. Sequestrati telefono e computer di un blogger

Per trovare la fonte di accuse anonime al gruppo alimentare De Cecco –  Solidarietà del Sindacato Cronisti di Lazio e Lombardia

OSSIGENO 21 luglio 2023 – Il 13 luglio scorso, funzionari della Questura di Pescara, su ordine della Procura del capoluogo abruzzese, hanno perquisito, a Roma, la sede del sito greatitalianfoodtrade.it e hanno sequestrato cellulare, tablet e computer portatile di Dario Dongo, avvocato, giornalista pubblicista, fondatore del blog GIFT.

LE ACCUSE – Dario Dongo è indagato, in concorso con un’altra persona, con l’accusa di aver calunniato, minacciato e diffamato l’imprenditore Filippo Antonio De Cecco e la “fratelli De Cecco di Filippo Fara San Martino S.p.A” attraverso denunce anonime contenenti “plurime accuse di associazione a delinquere, corruzione, falso in bilancio”, si legge nel decreto di sequestro. Secondo gli inquirenti, i messaggi anonimi sarebbero riconducibili al cronista perché assimilabili ai contenuti delle sue inchieste pubblicati nel blog.

LE INCHIESTE – GIFT è un blog di informazione, non registrato come testata giornalistica, nel quale Dario Dongo pubblica articoli e inchieste in materia di diritto alimentare. Tra le altre cose, il cronista denuncia da tempo la presunta frode in commercio sull’origine del grano impiegato dal gruppo De Cecco per la produzione della pasta, una questione per cui è in corso un processo con un’imputazione coatta a carico di Filippo Antonio De Cecco e degli ex direttori acquisti e qualità, Mario Aruffo e Vincenzo Villani.

IL CRONISTA si difende affermando: “Io pubblico le mie inchieste firmando in prima persona ogni articolo. Così come, in diversi casi, ho denunciato senza mai nascondermi violazioni delle regole nazionali ed europee sia da parte di operatori scorretti, sia da parte di ministri, governi e della stessa Commissione europea. Il mio lavoro di informazione mi è già costato 7 denunce-querele temerarie, alcune delle quali già archiviate, un ricorso d’urgenza con richiesta (non accolta) di de-pubblicazione di un articolo e una causa civile di risarcimento danni per 200 mila euro tutt’ora in corso. Oltre alla devastazione della mia auto sotto casa, senza rubare nemmeno l’accendisigari”

SOLIDARIETA’ – Ossigeno esprime solidarietà a Dario Dongo e si augura che la magistratura possa al più presto restituirgli cellulare, tablet e computer portatile e dichiararlo estraneo ai fatti per cui è indagato. La perquisizione domiciliare e il sequestro degli archivi e degli strumenti di comunicazione di un giornalista dovrebbe essere sempre la misura più estrema a cui ricorrere in sede giudiziaria per accertare la provenienza di informazioni oggetto di reato, perché questa misura invasiva danneggia la rete delle fonti fiduciarie patrimonio di ogni cronista.

Solidarietà anche dal Sindacato Cronisti di Lazio e Lombardia. “Non entriamo minimamente nel merito della singola vicenda giudiziaria – affermano Fabrizio Peronaci e Fabrizio Cassinelli, presidenti rispettivamente del Sindacato Cronisti Romani (Scr) e del Gruppo Cronisti Lombardi (Gcl) – ma l’acquisizione degli strumenti dei giornalisti sottende l’individuazione degli interlocutori del cronista, con l’evidente rischio di un suo isolamento professionale. Questo è inaccettabile in un Paese che fa dell’informazione uno dei suoi cardini. La stampa e più in generale l’articolata realtà dei media ai tempi della Rete non possono e non devono accettarlo, perché i cronisti non possono affrontare da soli il peso delle non infrequenti forzature, che di fatto già limitano gravemente il diritto di cronaca, colpito dalle nuove norme (legge Cartabia) sulla comunicazione giudiziaria”.

GPA

 

 

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