Violazioni verificate

Segnalò imbrogli a concorso. Atteso sotto casa

Il giornalista Francesco Vasta aveva scritto che metà degli ammessi erano parenti parenti di componenti il Collegio delle guide dell’Etna

A un anno di distanza dalla pubblicazione di un articolo nel quale aveva segnalato gli elementi di un denuncia per irregolarità nella selezione dei candidati al concorso per guide vulcanologiche dell’Etna (leggi), il giornalista Francesco Vasta di Meridionews ha scoperto che qualcuno, a causa di quell’articolo, aveva progettato di “aspettarlo sotto casa per aggredirlo”.

Lo ha appreso leggendo la trascrizione di alcune intercettazioni effettuate nel quadro dell’inchiesta Aetna, condotta dalla Procura di Catania, sulla gestione dei servizi sulle pendici del vulcano. Nell’articolo, pubblicato il 10 maggio 2018, Francesco Vasta scriveva fra l’altro che tra i 19 ammessi in base ai test di resistenza fisica, “una decina di nomi corrispondevano a figli o parenti di componenti del Consiglio direttivo del Collegio”.

A dicembre 2018, l’inchiesta giudiziaria ha portato all’arresto del presidente della società “Funivia dell’Etna”, Francesco Russo Morosoli, e ha coinvolto i suoi più stretti collaboratori e i vertici del Collegio siciliano delle guide, organo che gestisce i concorsi e abilita alla professione.

Il giornalista ha dichiarato che non sarà un’intimidazione a fermare la sua attività d’inchiesta sul bussiness del turismo sull’Etna, argomento del quale si occupa ormai da anni. La sezione catanese dell’Unci e alcuni esponenti politici gli hanno espresso solidarietà.

L’INTERCETTAZIONE che riguarda Vasta è datata 14 maggio 2018. A discutere del suo articolo di quattro giorni su quella che aveva definito “l’ombra di una parentopoli”, è proprio Francesco Russo Morosoli, che ne parla con due sue collaboratori, anche loro indagati.

I tre ammettono la veridicità della notizia e parlano dell’intenzione che avevano avuto alcune persone, probabilmente aspiranti guide, di aspettare Vasta sotto casa sua perché irritati dal suo articolo, e aggiungono che però Vasta non era rientrato a casa, forse perché qualcuno gli aveva fatto sapere che volevano aggredirlo. Russo Morosoli commenta che, se non si è fatto trovare, evidentente ha avuto paura e questa è da considerare una buona notizia, significa che in futuro avrebbe allentato la sua attività accusatoria.

Quello della “parentopoli”, ovvero del favoritismo illecito per i parenti degli amministratori e dei dirigenti della società, è uno dei filoni dell’inchiesta Aetna della Procura di Catania.

RDM

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