Libertà di stampa

Storie. Le domande dell’attivista e il fastidio del Contrammiraglio

L’ufficiale ha risposto a una richiesta di accesso agli atti di Gianmarco Catalano su una nuova recinzione all’Aeroscalo di Augusta aggiungendovi una postilla critica

OSSIGENO 14 aprile 2021 – L’attivista siciliano Gianmarco Catalano, 31 anni, che collabora con Peacelink – l’associazione di volontariato nata nel 1991 per promuovere la cultura della solidarietà e dei diritti umani – si è rivolto a “Ossigeno per l’Informazione” per segnalare un episodio e chiedere se il modo con il quale un alto ufficiale italiano lo ha trattato può essere considerato intimiditatorio.

Non lo è pienamente, secondo i pignoli criteri di classificazione di questo Osservatorio.

Tuttavia merita attenzione perché è una riprova dell’insofferenza con cui molti soggetti pubblici accolgono le legittime domande dei giornalisti, le richieste di informazioni che sono tenuti a soddisfare.

Questa insofferenza è diffusa, si esprime in vari modi, ostacola la libertà di informazione ed è l’anticamera di quei comportamenti ben più  gravi che Ossigeno continua a registrare e costituiscono vere e proprie violazioni del diritto di informazione, diritto che tutti (non solo i giornalisti) devono avere l’opportunità di esercitare liberamente.

IL FATTO – Gianmarco Catalano ha inviato al Comando militare marittimo di Sicilia una richiesta di accesso agli atti. Con questo atto ha chiesto informazioni riguardo a una «vistosa recinzione», con cartelli che indicano una zona miliare , che era stata creata da poco nell’area denominata “Aeroscalo di Augusta”, nei presi della città di Augusta (Siracusa) e aveva fatto nascere il sospetto di nuovi insediamenti strategici con impatto ambientale.

La richiesta formale di accesso agli atti è prevista dalla legge 241/90 e può essere fatta da qualsiasi  cittadino (leggi qui). E’ uno strumento utilizzato anche da attivisti e giornalisti per ottenere informazioni da amministrazioni pubbliche che non rendono facilmente reperibili alcuni dati legittimamente conoscibili.

Io ho chiesto informazioni, ha spiegato Gianmarco Catalano a Ossigeno, perché quel luogo che ho visto recintato è «un bene d’interesse culturale, nonché luogo dell’identità e della memoria siciliana e zona d’interesse paesaggistico e archeologico, sottoposta a vincolo di rimboschimento e destinataria del massimo livello di tutela».

Il comandante marittimo Sicilia, contrammiraglio Andrea Cottini, ha preso carta e penna e ha risposto puntualmente alle domande dell’attivista. Ma nella comunicazione formale ha aggiunto una postilla per commentare la richiesta, per definirla una di quelle «verosimilmente indirizzate alla spasmodica ricerca di spunti utili per circoscrivere lo spazio d’azione della Forza Armata, (che) costituisce un aggravio lavorativo, certamente legittimo, ma di cui non se ne comprende a fondo l’efficacia».

Caro contrammiraglio, anche noi nel nostro piccolo avremmo altro da fare. Ma portiamo pazienza e misuriamo le parole, prestiamo attenzione anche a queste vicende perché, ci ha insegnato Georges Bernanos, molte volte “le piccole cose hanno l’aria di nulla, ma ci danno la pace”.

Lei, caro Catalano, fa bene a non lasciar correre, a far sapere quanto è amaro a volte raccogliere informazioni. Siamo con lei.

(ha collaborato Giacomo Bertoni)

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