Libertà di stampa

Stato di diritto. Solidarietà di Ossigeno a Vera Jourova attaccata da Viktor Orban

OSSIGENO – 2 ottobre 2020 – La Commissaria europea ha appena pubblicato un Rapporto che mette in evidenza le inadempienze dell’Ungheria e propone la clausola della ‘condizionalità’ per l’accesso ai fondi europei

Ossigeno per l’Informazione e altre 18 associazioni europee che lavorano nel campo dello difesa della libertà dei media e dello stato di diritto, hanno espresso solidarietà a Vera Jourova,  oggetto di un attacco personale del presidente ungherese Victor Orban che, alla vigilia della presentazione del primo Rapporto sull’attuazione dello stato di diritto nei paesi UE ha chiesto le sue dimissioni.

Il Rapporto sullo stato di diritto voluto da Vera Jourova (leggi) dà conto delle numerose inadempienze di vari paesi, fra cui l’Ungheria. Vera Jourova, di nazionalità ceca, è Vice Presidente dell’Esecutivo Ue ed è la Commissaria europea responsabile per la Trasparenza e i Valori ed è una sostenitrice della clausola della “condizionalita” per l’erogazione dei fondi europei. In base a questa clausola, i paesi che non soddisfano pienamente i requisiti dello stato di diritto non dovrebbero ricevere fonti,  o ne dovrebbero ricevere meno. Vitor Orban non accetta questa tesi e ha chiesto senza mezzi termini le dimissioni di Vera Jourova.

Ossigeno e le altre organizzazioni considerano la richiesta di Orban una interferenza inaccettabile, senza precedenti nell’attività dell’Esecutivo europeo e anche un attacco alla libertà di stampa che il documento cerca di difendere.

La scintilla che ha fatto scattare la dura reazione del leader ungherese è stata l’intervista concessa da Vera Jourova al periodico tedesco “Der Spiegel” il 25 settembre 2020. In questa intervista la commissaria parlato delle inadempienze per l’attuazione dello stato di diritto in Ungheria e documenta le sue parole con dati, ricerche e analisi della situazione nel Paese nei cui confronti il Parlamento Europeo ha già deciso di lanciare una procedura d’infrazione ad hoc. 

In particolare – fanno osservare Ossigeno e le altre associazioni, in Ungheria “la situazione della libertà di espressione per la società civile e per i media è andata sempre più restringendosi negli ultimi dieci anni e dall’inizio della pandemia del Covid19 è drammaticamente peggiorata con violazioni della libertà di stampa registrate quotidianamente da giornalisti e da organizzazioni della società civile che ne hanno preso le difese”. 

Le organizzazioni firmatarie perciò chiedono, sia ai membri del Consiglio europeo in corso in questi giorni a Bruxelles sia alla Commissione europea, di “usare tutti gli strumenti politici e legali a disposizione per arrestare lo smantellamento dello stato di diritto, democrazia e libertà di stampa da parte delle autorità ungheresi”.  Tra questi strumenti vengono indicati l’utilizzo dei fondi europei, la distribuzione dei fondi statali per la pubblicità ai media e l’indipendenza dell’organismo di tutela dei media audiovisivi (Media Council) in base a quanto indicato nella Direttiva Sui Servizi Audiovisivi. Si chiede inoltre al Consiglio europeo di attivare un sistema di voto tale da permettere l’applicazione di sanzioni nei confronti di coloro che non rispettano lo stato di diritto.

Il rapporto sullo stato di diritto pubblicato il 30 settembre 2020 da Vera Jourova e dal commissario alla giustizia Didier Reynders descrive la situazione della libertà di stampa in ciascuno dei 27 Paesi membri dell’Ue. Nelle 17 pagine dedicate all’Italia si espone anche il quadro delle minacce alla stampa e del sistema di protezione dei giornalisti minacciati, riferendo anche alcune valutazioni di Ossigeno per l’Informazione. MLF

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