Editoriale

Vale così poco la dignità di un giornalista?

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A proposito del risarcimento riconosciuto dal Tribunale di Paola al giornalista Paolo Orofino per uno schiaffo

Con la condanna dell’aggressore di Paolo Orofino – ha dichiarato Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione – il Tribunale di Paola ha fatto giustizia punendo l’autore di una violenza inammissibile (leggi la notizia).

Il processo di Paola, allo stesso tempo, ha messo in luce alcune inadeguatezze. ormai storiche La prima è che la giustizia arriva tardi, molto tardi, anche per fatti come questo. Ma ciò che spicca in questa sentenza come una pecca è soprattutto il risibile importo del risarcimento riconosciuto al cronista.

Paolo Orofino si è costituito parte civile in questo processo avendo subito una ingiustificabile umiliazione pubblica, un’offesa che ha danneggiato la sua immagine e di conseguenza la sua attività professionale di giornalista impegnato a suo rischio e pericolo, come ogni cronista, a cercare e documentare informazioni di pubblico interesse. Il giornalista schiaffeggiato ha fatto questa scelta, una scelta che esprime fiducia nella giustizia e volontà di difendere la propria dignità personale e professionale. Una scelta che richiede anche una certa dose di coraggio: il coraggio di contrapporsi apertamente all’aggressore, cosa non comune, non solo in Calabria.

Certamente è difficile quantificare l’importo del danno che ha subito. Ed è certamente apprezabile che il giudice gli abbia riconosciuto il diritto ad avere un risarcimento. Ma diciamolo francamente: quantificare il danno nella risibile somma di 200 euro appare come un’umiliazione che Paolo Orofino non merita, come non la meriterebbe nessun giornalista, nessun professionista che ogni giorno per il proprio lavoro (che consiste nell’informare i cittadini, non dimentichiamolo) rischia violenze e offese immeritate. La dignità di un giornalista vale più di 200 euro, posso assicurarlo. Mi auguro che anche i giudici ne tengano conto. Intanto Ossigeno esprime solidarietà a Paolo Orofino e lo incoraggia a proseguire la sua attività a testa alta.

ASP

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