Memoria

40 anni di segreti sulla scomparsa di Italo Toni e Graziella De Palo

La ricostruzione sul sito di Ossigeno “Cercavano la verità” – Riaperte le indagini – Nuove richieste dei familiari per rimuovere il segreto di stato

Quaranta anni fa, il 2 settembre 1980, a Beirut, i giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo lasciarono il loro albergo su una jeep del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) che aveva organizzato il loro viaggio in Libano. Da quel momento nessuno li ha più visti. Ancora oggi, a 40 anni di distanza, i familiari e gli inquirenti cercano di scoprire che fine hanno fatto. Questa storia di segreti e misteri è ricostruita sul sito “Cercavano la verità” di Ossigeno pe l’informazione (www.giornalistiuccisi.it).

Italo Toni, originario di Sassoferrato (Ancona) aveva 50 anni, Graziella De Palo, sua compagna di vita e di lavoro, aveva 24 ann. Erano andati in Libano per documentare le condizioni di vita dei profughi palestinesi e la situazione politico militare in quella zona. Secondo alcuni indagavano segretamente su un traffico di armi fra Italia e Libano.

Anche se i loro corpi non sono mai stati ritrovati, si pensa che siano stati uccisi perché avevano scoperto una verità che non si voleva fosse divulgata. Uccisi da chi? Come? Che cosa avevano scoperto? Su alcuni aspetti chiave della vicenda grava ancora oggi, inspiegabilmente, il segreto di stato. Un segreto che deve essere rimosso, chiedono da anni i familiari, che in questi giorni, con il sostegno della FNSI, stanno rivolgendo nuove sollecitazioni alle autorità.
Intanto a dicembre 2019, su pressione dei familiari, la Procura di Roma ha riaperto le indagini per sviluppare le dichiarazioni di un nuovo testimone (di cui non è stato pubblicato il nome) secondo il quale Graziella De Palo raccoglieva informazioni anche sulla Strage alla stazione di Bologna, compiuta esattamente un mese prima della sua scomparsa: secondo il fratello di Graziella, Giancarlo De Palo, la giornalista seguiva una “pista libanese”. GPA

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.